Con la Dichiarazione di Chisinau
Il Consiglio d'Europa avalla la politica antimigranti della Ue
Alla vigilia dell'entrata in vigore del nuovo Patto di asilo e migrazione che ha affondato il diritto di asilo e dato il via libera alle deportazioni dei migranti, alla UE imperialista arriva un avallo politico significativo da parte del Consiglio d'Europa.
I ministri degli Affari esteri dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa riuniti a Chisinau in Moldavia hanno adottato per consenso il 15 maggio una dichiarazione politica, la "Dichiarazione di Chisinau” che indirizza aspetti chiave del sistema della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in particolare quelli che riguardano il fenomeno della migrazione, in un chiaro senso antimigranti. Il titolo della dichiarazione è "Bilanciare diritti individuali e interesse collettivo", tradotto con limitare o negare i diritti individuali dei migranti subordinandoli alle politiche razziste e xenofobe dei governi borghesi europei, spacciate come interesse collettivo.
In questo senso vanno le indicazioni che sottolineano la precedenza della decisione dei singoli Stati su quella della Corte europea dei diritti dell’uomo, la corte messa sotto accusa da governi, da quelli della neofascista Meloni e della socialdemocratica danese Mette Frederiksen in testa, perché ostacolerebbe il rimpatrio di migranti.
La Convenzione europea sui diritti umani non sarebbe più adeguata alle "sfide significative e complesse legate alle migrazioni" che erano "impreviste nel momento in cui la Convenzione fu scritta", sostiene la dichiarazione che appoggia ad esempio le modifiche che riducono il principio guida del divieto di torture e trattamenti inumani alle versione minima di “forme più serie di maltrattamenti" quali termini per valutare il comportamento del paese di origine dei migranti e facilitare la respinta della richiesta di asilo; in questo modo appoggia la politica antimigranti dei governi borghesi europei che lavorano per togliere le cosiddette “limitazioni non necessarie” alle decisioni di estradizione o di espulsione di cittadini stranieri.
Sempre in nome della “modernizzazione” dei diritti, la dichiarazione sostiene che è imprtante che ciascun Paese possa "adottare nuovi approcci per affrontare e, potenzialmente, scoraggiare la migrazione irregolare". Una dichiarazione che le neofascista Meloni incassa come un avallo al suo costoso e fallimentare progetto Albania.
20 maggio 2026