In piazza a sostegno della Flotilla nell'ambito dello sciopero generale indetto da Usb e Calp
Da Genova: Nemmeno un chiodo per la guerra e il genocidio

Dal corrispondente di Genova de “Il Bolscevico”
Nemmeno un chiodo per la guerra e il genocidio, è una delle parole d’ordine che ha visto raccogliere centinaia di lavoratrici e lavoratori, con bandiere della Palestina e cartelli, in presidio davanti alla prefettura di Genova in largo Lanfranconi. Lo sciopero generale del 18 maggio convocato da Usb, sindacati di base e Calp, ha preso il via alle ore 10 del mattino. Lo slargo è diventato subito stretto e di conseguenza l’adiacente via Roma è stata, preventivamente, chiusa al traffico.
La piattaforma rivendicativa dei sindacati di base tocca molti punti, alcuni di questi con caratteristiche locali come il taglio del trasporto pubblico, la crisi industriale (leggi ex-Ilva), porto, gestione del gas, dell’acqua, altri temi della piattaforma, invece, affrontano argomenti a dimensione generale, quali il taglio alla sanità pubblica, alla scuola pubblica e sulla carenza di organici, agli appalti al ribasso, contro la precarietà e le privatizzazioni, legando e contestualizzando la protesta con la decisione, da parte dello Stato borghese, di “risparmiare” sulla pelle del popolo, per investire in spese militari e in riarmo. Nelle parole degli intervenuti al presidio sono state evidenziate le proprie distanze politiche e strategiche nei confronti di quelle dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, sovente sempre più distanti dalle reali difficoltà che sta vivendo l’intero proletariato italiano. La scelta dei sindacati confederali, si è detto, è sotto gli occhi di chiunque li vuole tenere aperti; preservare il proprio ruolo di interlocutori privilegiati con il governo neofascista della ducessa Meloni e con il padronato italiano, puntando a isolare politicamente tutte le iniziative del sindacalismo di base.
È durante il presidio tenuto sotto la Prefettura di Genova che è arrivata la notizia, in ogni modo attesa, dell’ennesimo atto criminale di pirateria internazionale compiuto, dall’esercito sionista dello Stato di Israele, nei confronti della Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Palestina ma ancora al largo delle coste di Cipro. Immediatamente è stato deciso e rilanciato un altro presidio. Presidio convocato sempre nella giornata dello sciopero generale del 18 maggio al varco Albertazzi, con parole d’ordine che non potevano che essere in sostegno del martoriato popolo palestinese, in solidarietà dei militanti della Flotilla fermati e arrestati, in appoggio di una proposta per un embargo totale di tutte le merci dirette o provenienti da Israele, e di condanna per il supporto e per la copertura militare, logistica e politica, del governo Meloni, allo Stato sionista di Israele: neppure un chiodo per la guerra e il genocidio.

20 maggio 2026