12 misure misure cautelari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro dei migranti
Migranti ridotti in schiavitù in Basilicata
Il decreto flussi cavallo di troia della criminalità
Lavoratori sottoposti a soggezione fisica, economica e psichica e sotto il ricatto perenne dei documenti: praticamente ridotti in schiavitù. Il 18 maggio scorso in Basilicata dodici persone di nazionalità italiana e indiana hanno ricevuto misure cautelari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l’aggravante della transnazionalità.
Lo strumento è stato il contestato decreto flussi che si presta a essere il cavallo di troia della criminalità. La Direzione distrettuale antimafia di Potenza ipotizza l’esistenza di un sodalizio criminale radicato e strutturato anche all’estero, in grado di gestire decine di pratiche migratorie, utilizzando in maniera fraudolenta le procedure del decreto con imprenditori complici. I lavoratori venivano selezionati in India e Pakistan tra i giovani più vulnerabili le cui famiglie venivano convinte a indebitarsi per versare tra gli 8.500 e i 13 mila euro necessari al visto d'ingresso.
Arrivati in Italia, venivano impiegati nei campi con turni anche di 12 ore in cambio di paghe molto al di sotto dei contratti di categoria, alloggiati in strutture fatiscenti e prive dei servizi essenziali. Inoltre venivano ricattati sul permesso di soggiorno mentre le loro famiglie d'origine venivano minacciate nei paesi dai quali sono partiti.
Come hanno accertato i carabinieri della sezione Tutela del lavoro, tutto questo avveniva grazie ad aziende agricole compiacenti che presentavano domande di assunzione per quote di lavoratori stagionali, dietro compenso illecito stimato tra i 3.500 e i 4 mila euro per ogni lavoratore.
“Il decreto flussi è il fil rouge che unisce le ultime inchieste sul caporalato in agricoltura o in altri settori – ha spiegato a "Il manifesto" Silvia Guaraldi, segretaria nazionale della Flai Cgil – il meccanismo è identico e fa leva sui tre ingredienti dello sfruttamento: l’intermediazione illecita di manodopera, il trasporto e gli alloggi”.
Nella maggioranza dei casi i migranti arrivati in questo modo venivano fatti dormire in capannoni prossimi al luogo di lavoro, «fuori da qualsiasi contesto di familiarità, soli e senza sapere la lingua, con totale impossibilità di avere idea dei propri diritti, anche perché vengono requisiti i documenti”, ha specificato Guaraldi.
Per il sindacato “serve andare alla radice e cancellare la Bossi-Fini che incardina tutta una serie di elementi che alimentano le possibilità di abuso – ha aggiunto Guaraldi - e concedere il permesso di soggiorno per attesa di occupazione a prescindere dalle inchieste della magistratura, che sono estremamente complesse anche perché non c’è un sostegno al reddito o la messa in protezione per chi denuncia”.Anche per la Uil “le rigidità del decreto flussi favoriscono il sommerso e lo sfruttamento lasciando ampi margini alla criminalità sino a determinare condizioni di soggezione economica e psicologica dei lavoratori come accertato dalla Dda in Basilicata”. “La Flai Cgil Basilicata e la Cgil Basilicata esprimono soddisfazione per l’operazione della Dda di Potenza che ha sgominato una organizzazione criminale dedita allo sfruttamento dei braccianti stagionali migranti in agricoltura. È inaccettabile continuare ad assistere a fatti di questo genere, con decine di uomini e donne che hanno già alle spalle storie ed esperienze terribili ridotti in schiavitù, ricattati e in condizioni disumane”.
Lo affermano i segretari generali Fernando Mega (Cgil Basilicata) e Vincenzo Pellegrino (Flai Cgil Basilicata). “L’esito dell’operazione è anche frutto dell’impegno del sindacato di categoria della Cgil, che da anni è in prima linea per la lotta al caporalato collaborando con le forze dell’ordine affinché questa piaga sociale possa finalmente essere sconfitta. Le indagini in questione hanno riguardato prevalentemente la Val d’Agri e alcune zone del Metapontino, già attenzionate dalla Flai Cgil e oggetto di numerosi interventi degli organi preposti al controllo e alle sanzioni. Fatti di cronaca come questi mettono in evidenza quanto sia importante l’azione di prevenzione sui territori, che va rafforzata, e il rapporto diretto con i lavoratori, che adesso vanno tutelati e assistiti e a cui va restituita dignità in quanto persone innanzitutto e poi in quanto lavoratori. Come Cgil presteremo ogni tipo di assistenza necessaria alle vittime di questo ennesimo episodio di caporalato e continueremo a monitorare i territori interessati e ad incontrare i lavoratori agricoli migranti offrendo loro assistenza linguistica, legale e mediazione culturale”.
Per Mega e Pellegrino l’episodio pone anche un’altra questione: “Il cosiddetto Decreto Flussi per l’ingresso di lavoratrici e lavoratori stranieri oltre ad essere palesemente inefficace continua a produrre irregolarità e ingiustizie. Non è mai stato uno strumento per garantire ingressi legali e sicuri perché si basa sull’incrocio tra domanda e offerta di lavoro a distanza”.
Ennesimo spaccato del bestiale supersfruttamento della manodopera straniera nell'Italia della ducessa Meloni, nella quale questi fenomeni si moltiplicano in tutto il Paese senza che il governo sia capace di creare neanche un'inversione di tendenza, tutt'altro! Fa leva anche a fini elettorali sull'odio e sul razzismo per dividere i lavoratori autoctoni dai migranti e generare una infame guerra tra poveri.
Per noi marxisti-leninisti urge fare fuoco e fiamme per il lavoro stabile, a tempo pieno, a salario intero e sindacalmente tutelato, da svolgersi in condizioni di massima sicurezza per tutti i lavoratori, migranti inclusi.
Chiediamo l'affossamento della Bossi-Fini e del decreto flussi e l'apertura delle frontiere ai migranti, ai quali vanno concessi libero accesso e pari diritti.
Lo sfruttamento bestiale dell'uomo sull'uomo, il razzismo e il fascismo oltre che la stessa criminalità, grande e piccola, potranno essere liquidati e distrutti solo con il socialismo e la conquista del potere politico da parte del proletariato, sulla Via dell'Ottobre, che è poi la madre di tutte le questioni.
Nell'immediato è imperativo lottare contro il nero governo di Mussolini in gonnella fino a buttarlo giù da sinistra e dalla Piazza prima che faccia ulteriori danni al nostro martoriato popolo e ai migranti, non concedendo nulla alle giunte locali, provinciali e regionali della destra e della "sinistra" borghese che avallano le sue politiche essendo le due coalizioni le due facce della stessa medaglia, anche in riferimento ai migranti, della seconda repubblica capitalista, neofascista, presidenzialista, federalista e interventista, peraltro parte integrante dell'infame e irriformabile UE imperialista, la quale (vista anche la sua politica in riferimento ai migranti) è irriformabile e va distrutta al più presto, specie ora che si prepara alla guerra imperialista come parte integrante dell'imperialismo dell'Ovest (Usa, UE, Nato, Israele) in contrapposizione con l'altrettanto infame e micidiale imperialismo dell'Est(Russia, Cina).
Libero accesso e pari diritti per i migranti!
Buttiamo giù il nero governo Meloni!
27 maggio 2026