Il concomitanza all'incontro tra governo, azienda e sindacati del 25 maggio
Sciopera il gruppo Electrolux contro i licenziamenti
Presidio a Roma davanti al Ministero
Convocato un nuovo tavolo per il 15 giugno

I lavoratori del gruppo Electrolux sono coscienti che c'è bisogno di unità e determinazione per bloccare il piano della multinazionale svedese che prevede 1700 licenziamenti, quasi il 40% del totale dei dipendenti impiegati in Italia. Da quando l'11 maggio se ne è avuto notizia sono scattati immediatamente la mobilitazione permanente e gli scioperi in tutte le fabbriche.
Il 25 maggio è stato proclamato lo sciopero per l'intera giornata in tutti e cinque gli stabilimenti presenti nel nostro Paese, con picchetti davanti le entrate per bloccare le merci in transito. Contemporaneamente una delegazione proveniente da tutta Italia si è ritrovata davanti al Ministero dell'Impresa e del Made in Italy (Mimit). Le lavoratrici e i lavoratori hanno manifestato davanti a Palazzo Piacentini per sturare le orecchie e mandare un messaggio molto chiaro verso il Governo e l'azienda affinché siano ritirati immediatamente i licenziamenti.
All'incontro erano presenti i rappresentanti di Electrolux, delle organizzazioni sindacali, quelli delle Regioni in cui sono presenti gli stabilimenti del gruppo: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Veneto e i sindaci dei comuni interessati. Fuori dal ministero i lavoratori in presidio con bandiere e striscioni: "Art.1.L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro", si leggeva su un cartello "Cerreto non si arrende", avevano scritto su un altro i lavoratori dello stabilimento marchigiano a rischio di chiusura. "Resisteremo ancora un minuto in più di Electrolux", si leggeva sulle magliette dei dipendenti di Forlì, al centro di grandi proteste nel 2014, quando fu presentato un piano di ristrutturazione ancora peggiore di questo.
Il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ha spiegato: “Noi non negoziamo con la pistola puntata alla testa”. Per la Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, ha parlato dell’importanza di “costruire un’alleanza” con tutti i soggetti coinvolti e di mantenere compattezza. Per la Uilm, Rocco Palombella ha detto che la discussione si aprirà “non su quel piano ma su un piano nuovo che non preveda né esuberi, né licenziamenti, né chiusure altrimenti abbiamo perso ancora una volta”. I sindacati ricordano come la crisi dell'elettrodomestico non è nuova e c'è già stato il ridimensionamento del personale negli stabilimenti Electrolux, tanto che in alcuni siti si fanno straordinari e ci sono lavoratori stagionali. Non ci sono nemmeno problemi finanziari, il bilancio è in attivo, la multinazionale vuole soltanto ottimizzare i guadagni.
Sullo sfondo c’è anche la preoccupazione della possibile avanzata di Midea, la società cinese che ha già una joint venture e una partnership con Electrolux, ma limitatamente agli stabilimenti americani. Il timore dei sindacati è che la ristrutturazione e il piano di tagli sia finalizzato a un cambio del controllo della società, e sopratutto allo spostamento della produzione da un altra parte. “Non accetteremo mai un piano che determinerebbe la fine dell’elettrodomestico nel nostro Paese”, hanno dichiarato in una nota congiunta i segretari dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil
Anche il ministro Urso, incalzato da lavoratori, sindacati, rappresentanti istituzionali dove hanno sede gli stabilimenti, ha giudicato “irricevibile e inaccettabile” il piano presentato da Electrolux. L'azienda si è presentata all'incontro lamentando la scarsa disponibilità economica del consumatore medio e gli alti costi di energia, lavoro, acciaio e componentistica che raggiungono livelli “insostenibili, nonostante il nostro continuo impegno”. Naturalmente nemmeno una parola sulle decine di milioni di euro di contributi e agevolazioni percepiti dallo stato centrale e dalle amministrazioni locali per favorire l'insediamento produttivo dell'azienda e l'occupazione.
Intanto i sindacati ribadiscono: “Lo stato di agitazione e le mobilitazioni dei lavoratori continueranno fino al 15 giugno”. Per quella è stato convocato un nuovo incontro con l'azienda. In quella sede Electrolux dovrà presentare “un nuovo piano industriale fondato su investimenti e innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”, ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Staremo a vedere.

27 maggio 2026