Travaglio, prezzolato da Putin, sparge falsità su Zelensky
“Chi può e chi non può”, il titolo dell’ennesimo editoriale del megafono principe di Putin in Italia, Marco Travaglio. Su “Il Fatto Quotidiano” del 26 maggio ancora disinformazione nazizarista da colui che ci voleva portare in tribunale, perché l’accusavamo a ben donde di perorare la causa del nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra, per cui “la guerra in Ucraina sta andando fuori controllo. Kiev, fra uno scandalo di ruberie sui nostri aiuti e l’altro, non sa più come reclutare uomini per arginare la nuova offensiva russa in quel che resta del Donetsk ucraino, scontata dopo le manovre preparatorie invernali. Così si scatena con missili e droni contro obiettivi civili in Russia e nel Donbass occupato. Poi, quando arrivano le prevedibili rappresaglie russe, Zelensky fa il pianto greco per accusare gli alleati e battere altra cassa. Gli attacchi ucraini non spostano di un millimetro le sorti del conflitto, ormai segnate da tre anni, cioè dal fallimento dell’ultima controffensiva ucraina, seguìto da nuove avanzate dei russi che hanno ormai in pugno il 20% del Paese. Ma servono a perpetuare l’illusione della vittoria: dunque della guerra a oltranza (il “prestito” di 90 miliardi basta per un anno appena) e del rinvio sine die dei negoziati”. Verità ribaltate, l’aggressore che diventa aggredito. Quelli di Travaglio sono crimini giornalistici al pari di quelli perpetrati dal suo beniamino contro l'Ucraina.
Ma l’elevatissimo grado di coinvolgimento del Direttore del “Fatto” nella macchina della disinformazione nazizarista russa lo ritroviamo nell’Editoriale del 30 maggio. Scrive Travaglio, all’inizio dell’articolo, che i droni che cadono sui Baltici, potrebbero essere stati “lanciati dagli ucraini da basi segrete gentilmente offerte dai tre governi”, aggiungendo anche che “quello lettone è caduto per questo”. Menzogne fabbricate e assemblate dall’imperialismo russo, per scopi strategici e geopolitici che favoriscono un regime criminale. Riprese e veicolate da Travaglio, prezzolato da Putin.
3 giugno 2026