Commento di uno studente 14enne
L'Appello del glorioso Scuderi alle ragazzi e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia è un piccolo manuale fondamentale per i giovani marxisti-leninisti


di Seano, studente 14enne della provincia di Ancona
 
L'Appello del glorioso compagno Giovanni Scuderi è un piccolo manuale fondamentale per i giovani marxisti-leninisti e non. Farò allora una breve e personale analisi di quanto riporta il Segretario generale del PMLI.
Scuderi incomincia l'appello esprimendo la sua gioia (e quella dei marxisti-leninisti) nel vedere le lotte di noi giovani avanzare "verso la tempesta" e ammirandone il coraggio. Ciò che dice Scuderi è assolutamente giusto e fondato, "I giovani sono la forza più progressista e vitale della società. Sono i più desiderosi di imparare e i meno conservatori nel loro modo di pensare" , affermava il Presidente Mao (Maestro del proletariato internazionale). Ma l'appello non finisce ovviamente qui, e soprattutto non è (giustamente) privo di ammonimenti e severi consigli per il raggiungimento della rivoluzione.
Scuderi ci dice che noi siamo "volenterosi di cambiare", ma il cambiamento non è necessariamente giusto in quanto tale. Per avere un cambiamento sostenibile, duraturo e positivo è di vitale importanza, innanzitutto, analizzare concretamente le condizioni politiche, sociali, economiche e di classe in cui è avvolto il proprio paese (nel nostro caso l'Italia), per poi studiare approfonditamente le opere di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao e infine saper applicare i loro insegnamenti al contesto. "Per cambiare l'Italia non si può quindi fare a meno di studiare il socialismo e lottare per realizzarlo", sono le parole testuali dell'appello. Qual è, dunque, in ultima analisi, il ruolo di noi giovani? È quello di studiare la teoria rivoluzionaria!
Nel nostro Paese ci sono moltissimi movimenti, gruppi "antagonisti", collettivi anarchici piccolo-borghesi, che in realtà non sono altro che spesso guidati da controrivoluzionari! Che indeboliscono drasticamente la disciplina dei giovani (ciò non significa che i giovani che finiscono in tali gruppi o collettivi siano necessariamente nostri nemici, ma gli ideologi e chi li dirige assolutamente sì). Ad esempio, il compagno Giovanni Scuderi nel testo nomina i "No Kings", e la loro presunta "volontà di cambiamento", ma essi non parlano affatto di quale tipo di società loro vorrebbero sostituire all'attuale. In Italia l'unica società che può esistere senza deragliare verso la totale autodistruzione è la società socialista. Con "socialista" non intendiamo di certo quella di Xi Jinping "a caratteristiche cinesi" (che è capitalismo di Stato) o di simili nel globo. Intendiamo ovviamente la linea tracciata dai cinque Maestri. Il mondo intero prima o poi si ritroverà di fronte due strade opposte: il socialismo, oppure la morte nucleare e la distruzione del pianeta. Senza i Maestri del socialismo e la guida del PMLI le nuove generazioni non potranno condurre alcuna rivoluzione (né costruire nessuna società nuova), malgrado la seria preoccupazione della borghesia fascista al potere, di Meloni (Mussolini in gonnella), e della sinistra fantoccia circa le lotte dei giovani. Detto questo: i giovani rivoluzionari disorganizzati, coloro che errano ideologicamente, non sono inevitabilmente nostri nemici, ma potenziali alleati da istruire, e questo può essere fatto solo attraverso l'educazione, la pazienza, e non con la repressione e la coercizione. Questo è in sintesi come bisogna trattare le contraddizioni in seno al popolo.
Concludendo: il nostro obbiettivo è di studiare, lottare e annientare quando le condizioni storiche lo favoriranno il capitalismo (ormai divenuto alle sue ultime fasi di esistenza), solo così i giovani potranno condurre la rivoluzione. Solo così il socialismo sarà a un passo dalla vittoria!
“La via è tortuosa, l'avvenire è radioso” (Mao).

10 giugno 2026