Interessati diversi settori non solo agricoltura ed edilizia
In Alto Adige 22 mila lavoratori in nero

Dal corrispondente dell'Organizzazione della provincia di Bolzano del PMLI
Secondo la Cgia di Mestre nella provincia di Bolzano 22.000 lavoratori sono in nero, ossia circa il 7% degli occupati. Il “valore aggiunto” prodotto dal lavoro nero in provincia è stimato al 2,9% del totale, per un peso in soldoni di 852 milioni di euro l'anno. Che però non generano imposte, tasse né contributi, come confermano i sindacalisti altoatesini.
Secondo Donatella Califano della Cisl, ad esempio la vera “piaga” è nei servizi di cura, colf, badanti, lavoro femminile e straniero senza contributi, non soltanto quindi nell'agricoltura e nell'edilizia. "Anche se è di pochi mesi fa la notizia delle oltre 60 persone utilizzate in nero nei cantieri del Burgraviato". Per quanto riguarda colf, badanti e donne delle pulizie: "tutto lavoro femminile, facile si tratti di donne straniere, in situazione di povertà futura perché non potranno contare sui contributi". Non esiste la volontà politica di risolverlo, sostiene Califano. Oltre al lavoro nero, c'è anche tanto “grigio”: "Nella gastronomia, nel turismo. Due i fenomeni paralleli: ti do parte dello stipendio fuori busta, in contanti. L'altra formula è far risultare che fai tot ore quando in realtà ne lavori di più, e il di più viene pagato in nero".
Secondo Marco Nardini della CGIL: “Non mi stupisce il dato dei 20mila, solo in Italia una nostra stima parla di 3-4 milioni di operai in nero”. E sulle cause: "Pochi controlli, pochi ispettori. La politica non li vuole, specie nei grandi cantieri. Si dà mano libera alle ditte di autogestirsi; subappalti in nero. I 62 scoperti mesi fa sono soltanto la punta dell'iceberg". Quando i sindacalisti vanno nei cantieri, trovano tante situazioni borderline: "Ti dicono che sono appena stati assunti, ma in realtà lavorano da un mese. Sicuramente anche le statistiche sugli infortuni e le malattie professionali non sono veritiere". E ancora:" Il tema emerge solo quando ci scappa il morto, come di recente a Silandro. In totale abbiamo 12 ispettori, ma sulla carta; in realtà sul campo ce ne saranno 8-9. Ne servirebbero il doppio, il triplo. Non si rispettano nemmeno le dinamiche europee: su questo aspetto siamo molto fermi”.

10 giugno 2026