Controriforma Valditara
Combattiva mobilitazione degli Istituti tecnici
Presidi di protesta, sciopero degli scrutini, mozioni dei collegi docenti e class action nazionale per abolire il decreto e la non adozione dei libri di testo
Incisivo e applaudito intervento di Panzarella alla manifestazione di Firenze
Da Torino
a Catania
, da Bologna
a Sassari
, Roma
, Palermo
, Firenze
, Prato
, Arezzo
, Siena
, Pisa
, Pavia
, Ragusa
, Latina
, Urbino
e centinaia di altre città
si allarga a macchia d'olio la protesta degli insegnanti, del personale ausiliario, tecnico e amministrativo (Ata), studenti e genitori, contro il decreto attuativo n. 29 del 19 febbraio 2026 emanato dal ministro fascioleghista dell'Istruzione e del “Merito” (MIM) Giuseppe Valditara (vedi articoli di critica pubblicati sui numeri 18, 19 e 21 scorsi ndr).
A Firenze
il 5 giugno decine di insegnanti, Ata, genitori e studenti che fanno parte della Rete Nazionale degli Istituti Tecnici hanno preso parte al flash mob di protesta organizzato da FLC Cgil e Cobas Scuola di Firenze davanti al centro commerciale Coop di San Donato nel quartiere di Novoli.
L'iniziativa è stata organizzata per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo ennesimo attacco alla scuola pubblica e chiedere il blocco della riforma.
Al presidio ha preso parte anche una delegazione di insegnanti dell'Its Tullio Buzzi di Prato con cartelli, striscioni fra cui “No alla riforma dei tecnici”; “La scuola non è un'azienda”; e slogan tipo: “La scuola azienda noi non la vogliamo ci batteremo finché non la abroghiamo”; “Il diritto allo studio lo abbiamo conquistato e non permetteremo che venga cancellato”; “Ministro Valditara non so se l’hai capito il tuo decreto deve essere abolito”; “I nostri ragazzi non vanno addestrati ma istruiti e preparati”; “No a licenziamenti e soprannumerari ma assunzione di tutti i precari”; “Liceo tecnici e professionali pari dignità per l’accesso all’università”; “A scuola si deve studiare ministro Valditara vacci tu a lavorare”; “Ministro Valditara Te lo gridiamo in coro No alla formazione scuola lavoro”; “Studenti, prof e genitori tutti uniti a lottare la riforma non deve passare”; “Ma quale lavoro quale formazione giù le mani dall’istruzione”.
Il presidio è terminato con l'intervento a braccio del compagno Franco Panzarella, Rsu dell’Its Buzzi e membro della segreteria Flc-Cgil Prato e dell’Assemblea Generale della Camera del Lavoro di Prato, che ha criticato incisivamente “la riforma Valditara e la scuola capitalista, neofascista, classista e aziendalista” ed è stato molto apprezzato e ripetutamente applaudito dai manifestanti.
Al termine del presidio i manifestanti hanno raggiunto in corteo la vicina scuola superiore Sassetti-Peruzzi, sede di un indirizzo tecnico, davanti alla quale hanno realizzato una catena umana che ha srotolato lo striscione “Stop alla riforma degli istituti tecnici” mentre il segretario della Flc-Cgil Firenze Emanuele Rossi ha annunciato la prosecuzione del blocco degli scrutini dal dal 13 al 21 giugno in aggiunta a quello già indetto dai sindacati di base (USB) dal 6 al 16 giugno 2026.
Purtroppo c'è da dire che questa forma di protesta è stata fortemente limitata nella sua efficacia dalla Legge 12 giugno 1990, n. 146 che, grazie al collaborazionismo dei vertici sindacali confederali che l'hanno sottoscritta, individua l'istruzione come "servizio pubblico essenziale". Infatti la legge impone che i docenti non possono bloccare gli scrutini delle classi quinte mentre per le altre classi la protesta assume un carattere puramente simbolico dal momento che ogni docente può scioperare per una sola ora durante tutta la durata degli scrutini. Quindi non si tratta di un vero e proprio blocco a oltranza ma di un semplice rinvio con conseguente riconvocazione da parte del dirigente scolastico e conclusione “garantita” di tutti gli scrutini entro e non oltre la fine di giugno.
Si tratta comunque di una forma di protesta che si aggiunge alle mozioni contro la riforma approvate dai collegi docenti di centinaia di istituti in tutta, alle delibere per la non adozione dei libri di testo per il prossimo anno scolastico e al ricorso straordinario al Tar del Lazio e al Presidente della Repubblica promosso a livello nazionale da centinaia di genitori contro il decreto Valditara perché, come si legge nell'appello: “L’iscrizione è stata fatta sulla base del Piano triennale dell’offerta formativa pubblicato dalla scuola durante l’orientamento (ottobre 2025 – gennaio 2026) ma il 9 marzo a iscrizioni già chiuse, il ministero ha approvato la riforma dei tecnici che cambia radicalmente l’offerta formativa. I nuovi quadri orari, le materie, i programmi e le linee guida non erano noti al momento della scelta. A settembre tuo figlio troverà una scuola diversa da quella che avete scelto. La legge tutela il diritto a scegliere la scuola sulla base di informazioni vere e complete. La giurisprudenza amministrativa è chiara: le modifiche dell’offerta formativa devono intervenire prima delle iscrizioni, per consentire scelte consapevoli”.
Alla protesta partecipa anche il personale Ata che ha deciso l'astensione da tutte e attività aggiuntive limitandosi a svolgere solo l'orario obbligatorio di servizio.
10 giugno 2026