Striscione razzista e cori fascisti al liceo “Monti” di Cesena
Si scatena la feccia fascista contro le punizioni della scuola ai responsabili. Accuse del ministro fascioleghista Valditara agli insegnanti, con cui solidarizza il PMLI
Dal corrispondente del PMLI per l'Emilia-Romagna
Negli ultimi giorni è salito alla ribalta dei media nazionale un episodio avvenuto a Cesena che è stato utilizzato dai neofascisti, da quelli al governo a quelli che hanno sfilato impunemente per le vie di Roma per la “remigrazione”, per alimentare una feroce campagna razzista di cui sono naturalmente portatori, in quanto fascisti.
Sabato 6 giugno, durante l’ultimo giorno di lezioni al Liceo “Monti” di Cesena, e prima degli esami di Stato, 250 studenti di 12 classi quinte erano radunati coi docenti nel cortile della scuola, quando due studenti di quinta hanno esposto uno striscione, stampato, quindi non certo “improvvisato” come hanno poi detto cercando di minimizzare, dalla saletta infermeria, con scritto “L’Italia agli italiani”, e lanciato cori che inneggiavano alla X Mas, la famigerata brigata di incursori della X flottiglia Mas comandata del principe nero Junio Valerio Borghese che, in combutta coi nazisti, operò al servizio della cosiddetta “repubblica sociale italiana” durante la seconda guerra mondiale.
Lo striscione è stato prontamente rimosso grazie all’intervento di alcune studentesse. I due studenti responsabili sono stati puniti dalle istituzioni scolastiche con il 6 in condotta, che non impedisce di essere ammessi all’esame ma dovranno preparare una tesina scritta sui temi attinenti a quello che è successo.
L’episodio, è stato poi riferito, non è isolato all’interno della scuola, dove alcuni studenti avrebbero più volte provocatoriamente inneggiato al fascismo. Inoltre è stato segnalato l’uso di abiti con simboli come le croci celtiche, portati a scuola come se nulla fosse. Anche durante la suddetta “festa dei saluti”, nel quale sembra essere tradizione che gli studenti si scrivano e disegnino l’un l’altro sulle magliette, qualcuno ha disegnato svastiche e croci celtiche, ovviamente uno dei due incriminati per lo striscione e i cori fascisti ha minimizzato anche questo come “una protesta maldestra. Una ragazzata”.
La gravità di quanto avvenuto ha portato giustamente a una forte denuncia dell’episodio di razzismo.
Gli insegnanti del Liceo “Monti” hanno scritto: “lo striscione, e l’odioso messaggi che recava, è stato rimosso, per volontà degli studenti e dei docenti presenti, che appena hanno realizzato cosa stava succedendo sono intervenuti. Ai nostri occhi, la pronta reazione di condanna della comunità scolastica, e soprattutto di allievi e allieve, sorpassa in valore e peso la gravità del gesto compiuto da pochi. Pochi, che la scuola ha provveduto a individuare e sanzionare con gli strumenti previsti dalla normativa in vigore. Da oltre 160 anni la nostra scuola è uno spazio aperto al confronto e al dialogo, anche vivace, in cui non c’è posto per l’odio verso la diversità. Al contrario consideriamo le differenze un valore prezioso per la crescita culturale e, soprattutto, umana dei nostri studenti”.
L’assessora alla scuola Maria Elena Baredi lo ha bollato come “Un’offesa all’intera città, da non liquidare come una semplice goliardata per celebrare la sospensione delle lezioni”.
Per la Rete degli studenti medi “La scuola è un presidio di democrazia e antifascismo ed è inaccettabile l’esposizione di scritte razziste”.
L’Anpi di Cesena denuncia “l’episodio gravissimo che va a chiudere un anno scolastico in cui abbiamo visto il questionario di Azione studentesca per denunciare i professori di sinistra e striscioni razzisti e fascisti esposti in varie scuole”.
Per la Cgil di Forlì-Cesena “C’è una deriva che preoccupa profondamente e che richiede un forte investimento culturale, educativo e democratico. Il governo e il ministro Valditara hanno finora dimostrato scarsa capacità di contrastare efficacemente narrazioni e linguaggi che alimentano intolleranza, discriminazioni e divisioni”.
E fin qui, “tutto bene”. Ma oltre a quelli che sottovalutano il gesto razzista, i cori fascisti, e il contesto in cui si sono svolti, come la Uil secondo la quale la polemica che ne è scaturita “amplifica quel gesto sbagliato in modo sproporzionato, colpendo alla fine due ragazzi che avrebbero meritato tutt’altro trattamento: dialettica, confronto, perché no anche critica, ma sempre e solo dialogo”, come se con i fascisti ci potesse essere dialogo, lo vadano a dire ai pochi partigiani ancora in vita, si è scatenata la feccia fascista che da una parte ha non solo giustificato ma addirittura lo ha esaltato come “gesto d’amore per la Patria”, dall’altra ha colto l’occasione per colpire ancora una volta la scuola pubblica sempre più sotto tiro del governo neofascista di Mussolini in gonnella Meloni e del ministro fascioleghista dell’Istruzione e del Merito Valditara.
Il deputato forlivese della Lega Jacopo Morrone ha denunciato il “clima di caccia alle streghe”, riducendo a “una goliardata che non sembra avere alcun risvolto razzista o discriminatorio”. Per la Lega poi “avere la cittadinanza non significa essere italiano. Troppi neo-italiani di seconda generazione, non emarginati e più o meno radicalizzati, rigettano identità, valori e cultura del nostro Paese, che non amano”.
Anche Fratelli d’Italia, tramite la deputata Alice Buonguerrieri che ha presentato un’interrogazione parlamentare, e due consiglieri regionali che hanno presentato un’interrogazione all’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna contestando le misure disciplinari verso i due studenti giudicandole “sproporzionate, inique e ideologiche”, e per chiedere a Valditara di verificare se non siano ravvisabili abusi e indebite “pressioni politiche-ideologiche”, e “assumere eventuali provvedimenti”. Per il partito della Meloni si rischia di cancellare “la nostra gerarchia valoriale per far posto a filosofie e stili di vita che rinnegano la libertà”. E via di questo passo con una campagna creata ad arte lanciata dai mezzi di informazione, dai social, e dalle istituzioni borghesi neofasciste, nella quale ovviamente stanno sguazzando, o per meglio dire si stanno rotolando come i maiali nei loro escrementi, anche le organizzazioni più apertamente fasciste.
Campagna che evidentemente ha dato i suoi neri frutti dato il comunicato che annuncia che “l’Ufficio scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna si è attivato al fine di comprendere l’accaduto, chiedendo una relazione al competente Ufficio di ambito territoriale di Forlì-Cesena ed elementi informativi alla dirigente scolastica... si è provveduto ad inviare alla dirigente scolastica una richiesta di chiarimenti in merito all’attinenza dell’elaborato critico proposto agli studenti”. E’ intervenuto anche Valditara: “La sfasatura tra la motivazione del provvedimento e la sanzione irrogata lascia intendere che ci potrebbe essere stata una sorta di sviamento dei poteri”.
Lo stesso studente, evidentemente non estraneo a questo contesto neofascista, intervistato da un quotidiano locale ha detto di essere vittima di “strumentalizzazioni mediatiche, accanimento politico e punizioni scolastiche”; “I professori mi hanno spiegato che la punizione non mi è stata data per il contenuto del testo del lenzuolo, ma solo perché l’affissione non era autorizzata. Ma la 'tesina rieducativa' ha come titolo 'Chi ha fatto l’Italia', e il materiale da consultare che mi è stato fornito parla di 'leggi razziali', 'gli africani siamo noi' e 'giorno del ricordo'. Per coerenza mi aspettavo qualcosa sui regolamenti scolastici. Invece sono arrivati i temi cari all’antirazzismo militante”. Continuando così: “Il nostro gesto, inoffensivo e privo di xenofobia, ha voluto dimostrare che se per tanti è possibile affermare cose condivisibili come 'Palestina ai palestinesi' o 'Ucraina agli ucraini' per alcuni ragazzi è altrettanto ribadire l’amore per la propria nazione, quindi 'Italia agli italiani'. Chi vede odio, discriminazione e aridità in un gesto così semplice è in malafede e ha paura delle idee. È stata una cosa estemporanea, senza alcuna pianificazione. La voglia, durante un momento di festa, di portare un gioioso messaggio di speranza per la nostra nazione... Offende la città chi non riconosce i problemi generati dall’immigrazione massiccia e incontrollata. Quanto ai casi di proficua integrazione si contrappongono troppi, ripetuti e continuativi episodi di violenza, sopraffazione, insicurezza e degrado sociale, allora vuol dire che il sistema non funziona.”
Va in secondo piano che il 6 in condotta sia stato dato anche per le note comportamentali che i due studenti hanno rimediato nel corso degli anni di studio, il fatto gravissimo dello striscione e dei cori fascisti giustificano da soli il provvedimento scolastico, fin troppo clemente.
Di fronte ai gravissimi attacchi 40 docenti dell’Istituto “Righi” di Cesena hanno scritto una lettera di “solidarietà ai nostri colleghi del liceo 'Monti' fatti oggetto nell’ultima settimana di una massiccia polemica strumentale su mezzi d’informazione e social media, che travalica il dibattito politico e sfocia nel tentativo di delegittimazione della Scuola Pubblica e di coloro che vi svolgono il loro impegno quotidiano colto alla formazione di cittadini consapevoli e responsabili”.
Monica Ottaviano, segretaria generale della Flc-Cgil Emilia-Romagna: “Basta attacchi. Basta campagne di intimidazione. Basta ispezioni usate come strumenti di pressione politica. Basta minacce verso chi lavora ogni giorno nella scuola pubblica... Si arriva persino a chiedere conto delle motivazioni di un sei in condotta attribuito a chi ha esposto, dentro una scuola, slogan dichiaratamente razzisti”.
Il PMLI.Emilia-Romagna, vedere testo pubblicato a parte, ha espresso la sua solidarietà agli insegnanti del “Monti”.
Intanto, per il pestaggio avvenuto lo scorso ottobre a Cesena contro un 30enne di origine albanese, la cui unica colpa è stata quella di trovarsi lungo la strada del branco formato da una quarantina di fascisti che stavano sfilando di sera, sembra dopo una cena, con cori fascisti e saluti romani per le vie del centro, sono accusati in 7 di lesioni gravissime con l’aggravante dell’odio razziale.
Va denunciata poi la manifestazione apertamente razzista “Remigrazione e riconquista” di sabato scorso a Roma, alla quale guarda anche il “Presidio di solidarietà agli studenti del Monti”, “Per la libertà di espressione e di pensiero. Contro provvedimenti esagerati che limitano il dialogo e la partecipazione”, annunciato per sabato 20 giugno.
17 giugno 2026