Colpiti 1.700 lavoratori in tutto il Paese, 400 a Forlì
Mobilitazione dei lavoratori Electrolux: no ai licenziamenti
Nel Forlivese crisi anche alla Bipres e alla Club House

Dal corrispondente della Cellula “Stalin” di Forlì
Nonostante il piano si smantellamento degli stabilimenti in Italia, con l’annunciato licenziamento di 1.719 lavoratori su 4.500 nei 5 stabilimenti italiani di Porcia, Susegana, Solaro, Cerreto d’Esi e Forlì, dove sono previsti 400 licenziamenti su 900 dipendenti, il gruppo Electrolux vuole spremere fino all’ultimo i lavoratori, avendo comunicato l’avvio dal 9 giugno scorso del doppio turno di lavoro 6-14 e 14-22 proprio in uno dei reparti che il piano industriale prevede di dismettere. Inoltre è stata respinta la richiesta dei lavoratori di coprire la giornata del 1° giugno con un permesso collettivo, per il quale poi è stato proclamato uno sciopero di 8 ore. Sarebbero anche stati avviati colloqui per assumere operai di linea con contratti a tempo determinato.
Nel frattempo, al tavolo sulla vertenza che si è tenuto il 25 maggio al ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del ministro Adolfo Urso, rappresentanti dell'azienda, le organizzazioni sindacali, i rappresentanti delle regioni in cui sono presenti gli stabilimenti del gruppo: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Veneto, l’azienda ha confermato i numeri già presentati, adducendo un “contesto di mercato particolarmente complesso in Europa” e costi più alti per acciaio, manodopera, energia elettrica.
Presidi di lavoratrici, lavoratori e sindacalisti, si sono svolti nel giorno dell’incontro sia al ministero che di fronte ai vari stabilimenti. Forte è la determinazione a non lasciare nulla di intentato in questa vertenza difficile ma di fondamentale importanza per salvare tantissimi posti di lavoro, sul cui reddito poggiano intere famiglie, e il tessuto industriale di diversi territori, a fronte della sete di profitto di una multinazionale che ha già annunciato di voler spostare la produzione dove i costi sono inferiori e maggiori i profitti. Il prossimo incontro è fissato per il 15 giugno al quale l’azienda è stata invitata a proporre un piano di rilancio della produzione in Italia e non del suo smantellamento, in concomitanza si terranno scioperi e iniziative nei vari stabilimenti.
Situazione molto difficile anche per le decine di lavoratrici e lavoratori della Bipres, azienda metalmeccanica di Rocca San Casciano (Forlì), che dopo aver attraversato una grave crisi è giunta praticamente all’epilogo con la mancata concessione della cassa integrazione per cessazione di attività, mentre prosegue la produzione nello stabilimento di Portico di Romagna ma a orario ridotto.
Anche Club House Italia Spa, che opera nel settore del mobile imbottito (divani) di lusso, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 22 dipendenti su 241, tra Emilia-Romagna e Lombardia, senza peraltro ricorrere agli “ammortizzatori sociali”. È immediatamente partito lo stato di agitazione dei lavoratori con l’obiettivo di “favorire la riapertura di un confronto costruttivo e orientato alla ricerca di soluzioni condivise, non escludendo di mettere in campo tutte le azioni necessarie all'obiettivo”.

17 giugno 2026