l ministro nazisionista Ben Gvir indagato in Italia
È accusato insieme ad altri 8 caporioni dell’entità sionista di torture e sequestro nei confronti degli attivisti della Flotilla
 
La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza nazionale dell’entità sionista, Itamar Ben Gvir, insieme ad altri otto tra funzionari e figure di vertice dell’apparato militare e di polizia di quel regime: l’indagine riguarda i reati di sequestro di persona e di tortura perpetrati dal regime sionista contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla a seguito dell’abbordaggio in acque internazionali, nelle notti tra il 29 e il 30 aprile scorsi al largo di Creta e tra il 18 e il 19 maggio successivi al largo di Cipro, di decine di imbarcazioni e della cattura di centinaia di attivisti tra i quali molti italiani, in entrambi i casi trasportati nel porto sionista di Ashdod, dal quale sarebbero poi tutti ripartiti verso i Paesi di origine dopo alcuni giorni.
Ovviamente sia gli abbordaggi sia le deportazioni degli attivisti nel territorio sionista vennero effettuati dalle forze armate genocide di Israele su ordine diretto del criminale di guerra Benjamin Netanyahu.
A provare le ipotesi di reati prese in considerazione dai magistrati italiani ci sono i precisi racconti degli attivisti, le certificazioni mediche e il filmato, diffuso il 20 maggio scorso dallo stesso Ben Gvir e realizzato a seguito del secondo abbordaggio, nel quale si vede lo stesso gerarca sionista fare ingresso nel luogo in cui erano detenuti gli attivisti e beffeggiarli pubblicamente, colpendo personalmente con un pesante schiaffo un’attivista, che aveva le mani ammanettate dietro la schiena, al volto. Nel filmato si vedono anche altri aguzzini che indossano divise di forze di polizia dell’entità sionista trascinare a forza gli attivisti davanti a Ben Gvir e obbligarli a genuflettersi davanti a lui: poiché gli appartenenti a tale manovalanza poliziesca erano nascosti da mascherine, la Procura di Roma non è riuscita per ora a identificarli, ma la loro responsabilità nel compimento dei reati ai danni degli attivisti è comunque evidente e si aggiunge a quella dei nove nomi, compreso quello di Ben Gvir, già iscritti nel registro degli indagati.
Oltre a Ben Gvir, altri indagati di rilievo sono il capo di stato maggiore delle forze armate genocide Eyal Zamir, il comandante della marina Eyal Harel, il capo della polizia penitenziaria Kobi Yaakobi, il ministro della difesa dell’entità sionista Israel Katz e il comandante della flottiglia di incursori Shayetet 13: quest’ultimo, peraltro, pur essendo stato iscritto nel registro degli indagati non è stato compiutamente identificato in quanto il suo nome è protetto dal segreto militare israeliano, così come risultano ancora ignoti i nomi di numerosi appartenenti alla polizia israeliana che nel filmato di Ben Gvir sono identificabili come autori di reati ai danni degli attivisti.
L’8 giugno scorso, alla notizia dell’indagine a suo carico della Procura di Roma, Ben Gvir sul social X ha così commentato riferendosi all’Italia: “il Paese dello stivale è diventato il Paese delle ciabatte. Israele non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti. Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti” .
Il caporione sionista vuole dire che l’Italia con il tempo è diventato da Paese militarista, simboleggiato da uno stivale, a un paese rammollito fatto di persone che amano stare a casa in comodità, simboleggiato dalle ciabatte, mentre a suo dire dovrebbero affiancare Israele genocida nella sua criminale politica imperialista ed egemonica nel medio-oriente. In verità il popolo italiano ha dimostrato tutto il suo odio contro il sionismo genocida israeliano quantunque il governo Meloni si dimostri imbelle e vigliacco nei confronti dei crimini israeliani perpetrati anche nei confronti di nostri connazionali coraggiosi (i membri della Flotilla). Con le sue parole Ben Gvir non si accorge di tradire la nostalgia di quell'Italia mussoliniana che appunto calzava massicciamente gli stivali e si rese colpevole, insieme alla Germania hitleriana, della persecuzione e dello sterminio degli ebrei. Il che la dice lunga sull'affinità tra il sionismo di oggi e il nazifascismo di ieri.
Alle parole di Ben Gvir – che tra l’altro accusa implicitamente la magistratura italiana di contribuire a fabbricare menzogne contro le forze armate di Israele che le Nazioni Unite considerano e ritengono responsabili di genocidio – il ministro degli Esteri italiano Tajani si è limitato a una leggera e quasi impercettibile indignazione, quasi non volesse turbare i criminali Herzog e Netanyahu e denunciare quel regime genocida del popolo palestinese, contro il quale manifestano con sdegno i democratici e gli antimperialisti del mondo intero.
Uno sdegno che deve manifestarsi in azioni pratiche e concrete e costringere il governo Meloni a rompere ogni rapporto politico, economico e diplomatico con lo Stato israeliano.


17 giugno 2026