La Procura, su chiamata della sindaca Funaro, contesta il reato di diffamazione nei confronti di Carrai
Perquisite le abitazioni di alcuni militanti dei CARC a Firenze
Solidarietà militante da parte del CP di Firenze del PMLI
Via Carrai dalla Fondazione Meyer, fuori i sionisti da Firenze
Redazione di Firenze
"L’antisemitismo che riaffiora sui muri della nostra città è qualcosa di grave e inaccettabile, incluse scritte contro Marco Carrai, a cui va tutta la mia vicinanza”. Queste le parole della sindaca PD di Firenze Sara Funaro con le quali, all'inizio del maggio scorso, stigmatizzò alcune scritte comparse su un muro in via dei Banchi e nel sottopasso della stazione di S. M. Novella contro Marco Carrai, imprenditore fiorentino, renziano di ferro, presidente della Fondazione dell’Ospedale pediatrico Meyer, oltre che di Toscana Aeroporti, ma soprattutto console onorario di Israele per Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, sionista convinto.
In quella circostanza la “prima cittadina” della città del Giglio auspicò “
che i responsabili” venissero “individuati al più presto”. Il 10 giugno scorso il suo desiderio è stato esaudito per mano delle “forze dell'ordine” di Piantedosi che su mandato della Procura hanno perquisito all'alba le abitazioni di tre simpatizzanti del Partito dei CARC a Firenze. Le accuse sarebbero diffamazione aggravata per l’affissione di volantini con la foto di Carrai e la scritta “criminale di guerra - agente sionista complice del genocidio”, ed imbrattamento per l’affissione di 24 manifesti sulle pareti esterne del Teatro Puccini.
Secondo quanto riferito dagli attivisti stessi, i carabinieri hanno sequestrato loro cellulari, computer, dispositivi elettronici, indumenti, libri e materiale politico. I tre sono stati poi accompagnati nella caserma di Rifredi per l’identificazione e successivamente rilasciati, ma solo dopo aver tentato ancora una volta la solita strategia dell'interrogatorio senza assistenza legale. Davanti alla struttura, si è formato un presidio di protesta contro l'azione repressiva della Procura.
Quest'ultimo atto intimidatorio si inserisce in un contesto politico nel quale molte realtà antisioniste portano avanti una campagna pubblica per chiedere la rimozione di Marco Carrai dalla presidenza della Fondazione Meyer perché incompatibile politicamente per il suo ruolo di console onorario di Israele, ma soprattutto per le sue posizioni pubbliche a sostegno dello Stato israeliano, mentre la Corte Internazionale di Giustizia, le Nazioni Unite e numerose organizzazioni umanitarie denunciano crimini di guerra, pulizia etnica e genocidio da parte dello stesso Stato, che egli rappresenta, nei confronti della popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania. Anche il PMLI ha chiesto da tempo la rimozione di Carrai da questo incarico.
Al di là del gravissimo caso specifico, le perquisizioni odierne non sono altro che l'ennesimo episodio di una più ampia offensiva contro chi organizza iniziative di solidarietà con il popolo palestinese e contro l'imperialismo sionista. Negli ultimi mesi infatti in tutta Italia il movimento pro Palestina è stato colpito da denunce, fogli di via, misure cautelari disposte a norma dei decreti sicurezza fascistissimi di Meloni, sorveglianze speciali, perquisizioni e sanzioni amministrative come quelle che oggi hanno accompagnato i compagni dei CARC.
A Firenze l'incalzare di questi interventi da parte delle forze dell'ordine borghese è particolarmente significativa, anche perché auspicata, sollecitata e voluta direttamente dalla maggioranza che governa la città. La destra sionista, razzista e fascista ovviamente gongola su queste continue posizioni repressive chiamate a gran voce da Funaro e da tutti i partiti del cosiddetto “campo largo”, ed i fatti sono una chiara espressione della volontà che lega in questo caso il governo centrale guidato da Mussolini in gonnella Meloni e le istituzioni fiorentine e toscane targate PD che non hanno nessuna intenzione di schierarsi contro il colonialismo nazisionista, chi lo sostiene e chi lo rappresenta.
Anche stavolta siamo di fronte ad un vero e proprio attacco alla libertà di espressione proveniente delle istituzioni stesse, che non tollerano alcuna critica politica, e che non si peritano di utilizzare impunemente lo strumento penale per impedirla criminalizzando così qualsiasi forma di dissenso.
Il Comitato provinciale di Firenze del PMLI ha già espresso la propria solidarietà militante, antifascista ed antimperialista ai compagni perquisiti, e allo stesso tempo rinnova il sostegno alla battaglia specifica per rimuovere immediatamente Marco Carrai dalla presidenza della Fondazione Meyer. Più generale, anche noi chiamiamo alla lotta di piazza per interrompere ogni forma di legittimazione politica, istituzionale, universitaria o sociale con lo Stato sionista israeliano ed i suoi rappresentanti. La Federazione toscana dei Carc ha voluto ringraziare anche il PMLI nel pubblicarla sul loro sito sotto il titolo “La solidarietà non si arresta! Prese di posizione a sostegno dei compagni perquisiti per volere dei sionisti”.
17 giugno 2026