La scuola del regime capitalista neofascista
Senza il consenso dei genitori non si può partecipare alle lezioni sull'educazione sessuale e affettiva
Vietati i laboratori di sessualità e relazioni alle materne e alle elementari

Con 78 voti favorevoli, 38 contrari e nessun astenuto, il 4 giugno il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge (ddl) “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico” presentato il 23 maggio 2025 dal ministro fascioleghista dell'Istruzione e del “Merito” Giuseppe Valditara.
Il testo, già approvato dalla Camera a dicembre 2025, è stato blindato dalla maggioranza neofascista ed è stato approvato con grande soddisfazione da parte dal suo autore che tra l'altro ha provocatoriamente abbandonato l'Aula durante la discussione impedendo qualsiasi modifica al testo che sarà in vigore già dal prossimo anno scolastico 2026-27.
Si tratta di una norma neofascista, clericale e oscurantista che infligge l'ennesimo giro di vite al diritto allo studio per studenti e genitori e restringe ulteriormente la libertà di insegnamento dei docenti come abbiamo prontamente e più volte denunciato sin dalla sua genesi a partire dal numero 20 del 2025 de “Il Bolscevico”.
La nuova legge sul consenso informato in ambito scolastico recepisce infatti due proposte di legge che Lega e Fratelli d’Italia avevano presentato a fine febbraio 2025 primi firmatari Alessandro Amorese (FdI) e Rossano Sasso (Lega).
Il ddl di Amorese era denominato “Introduzione del requisito del consenso informato dell’esercente la responsabilità genitoriale per la partecipazione dello studente minorenne ad attività scolastiche vertenti su materie di natura sessuale, affettiva o etica”. Quello di Sasso invocava “Norme sul riconoscimento dell’identità di genere in ambito scolastico e sul consenso informato preventivo delle famiglie per la partecipazione dello studente minorenne ad attività scolastiche su temi concernenti la sessualità e l’affettività”.
Il ddl Valditara appena approvato modifica in senso peggiorativo le due proposte di legge Amorese/Sasso e subordina al gradimento delle famiglie la libertà d'insegnamento già minato alle fondamenta il 10 marzo 2025 con la pubblicazione del DM n. 32 del 26 febbraio 2025, con cui si stabilisce che su richiesta della famiglia il docente di sostegno, anche se privo della specializzazione, possa essere confermato, con precedenza assoluta rispetto al restante personale a tempo determinato, sul medesimo posto assegnatogli nel precedente anno scolastico.
Con questo ddl, il governo di Mussolini in gonnella Meloni, intende trasformare le aule in confessionali e impone nella scuola dell'infanzia (per i bambini dai 3 ai 6 anni) il divieto assoluto di svolgere qualsiasi progetto, laboratorio o attività didattica che tratti il tema della sessualità e dell'affettività dei bambini, in qualsiasi forma e modalità, ivi compresa la partecipazione di esperti esterni. Mentre nella scuola primaria (ragazzi dai 6 agli 11 anni) non si potrà andare oltre lo studio delle differenze biologiche dell'apparato riproduttivo fra maschi e femmine già previsto nell'insegnamento della biologia dalle indicazioni nazionali ed è “severamente vietato” andare oltre e trattare argomenti che afferiscono alla sfera sessuale o all'identità di genere.
Nelle scuola secondaria di primo grado (studenti dagli 11 ai 13 anni) e in quelle di secondo grado (licei, tecnici e professionali frequentati da ragazze e ragazzi di 14-18 anni), ogni attività didattica inerente la sessualità, affettività o identità di genere deve invece essere autorizzata dal consenso scritto e preventivo dei genitori o degli studenti stessi, se maggiorenni.
La legge impone che all'inizio di ogni anno scolastico, la scuola deve consegnare alle famiglie il programma del corso, i materiali che userà, gli obiettivi e il profilo degli esperti esterni coinvolti.
Durante le lezioni e i progetti di supporto e approfondimento di Educazione al rispetto e all'empatia, i docenti si devono limitare a parlare di temi generali quali le relazioni tra le persone e il contrasto alle discriminazioni e non possono più trattare argomenti inerenti l'Educazione sessuale, se non in senso biologico, e men che meno fare riferimenti alle identità di genere.
Mentre, per quanto riguarda i rischi e la prevenzione delle malattie trasmesse sessualmente, il ddl demanda tutto all'adozione di moduli informativi a partire dalla scuole medie.
La legge impone fra l'altro che agli studenti privi del consenso dei genitori, la scuola deve comunque garantire un percorso alternativo per tutta la durata del progetto.
Il riferimento alle attività alternative di insegnamento svela chiaramente che il provvedimento non è limitato alle sole scelte educative che non rientrano nella ordinaria didattica, ma allarga il consenso informato a tutte le lezioni e attività che riguardano “materie di natura sessuale, affettiva o etica” ed è riferito a tutta la didattica e non solo a quella extra-curricolare e pomeridiana.
L’obiettivo è fare tabula rasa anche di quel minimo di informazione divulgata attraverso i progetti oggi attivi in tante scuole per trasformare l’educazione sessuo-affettiva in un tabù invece che un diritto educativo da garantire a tutte le studentesse e gli studenti di ogni ordine e grado. Col risultato che invece di essere i padroni della scuola gli studenti finiscono per non contare nulla rispetto ai genitori e all'istituzione scolastica.
“È una riforma storica”, ha esultato il ministro fascioleghista subito dopo la sua approvazione, tra gli applausi del Moige (Movimento Italiano Genitori) e dei Pro Vita & Famiglia che a loro volta hanno definito il ddl “Un passo storico che mette un freno all’indottrinamento ideologico nelle scuole, una vittoria che sentiamo nostra”.
Insomma Valditara, dopo aver trasformato gli istituti tecnici e professionali in reparti di addestramento e avviamento al lavoro precoce secondo i desiderata di Confindustria, adesso mira a plasmare anche le coscienze delle studentesse e degli studenti secondo il motto mussoliniano dio, patria e famiglia, i precetti oscurantisti della Chiesa cattolica, dei suoi servi politici e delle associazioni più reazionarie che si sono inventate il “dilagante pericolo di indottrinamento nelle scuole” e la fantomatica “teoria gender” con lo scopo di spaventare le masse e demonizzare i diritti degli studenti all'educazione sessuale e affettiva, degli omosessuali e transessuali.
È la riprova che nella scuola capitalista, neofascista, classista, aziendalista, piduista, razzista, e autonomista instaurata dalla Mussolini in gonnella Meloni, c'è spazio solo per un'istruzione di regime, punitiva, militarizzata e gerarchizzata che impone “merito” “ordine”, “disciplina” e “sicurezza” a tutti i livelli e non tollera che l'omosessualità, la bisessualità, la transessualità e l'intersessualità vengano accettati come normali varianti della sessualità umana e non criminalizzate.
Si tratta di una scuola che, come tutte le istituzioni e la sovrastruttura borghese, riflette una visione del mondo insita nell'esistenza stessa del capitalismo, nella sua economia, nella sua cultura e nella sua morale sessuale e familiare borghese, cattolica e oscurantista.
“La scuola – ha magistralmente chiarito il Segretario generale e Maestro del PMLI Giovanni Scuderi nell'importante intervento pronunciato il 3 maggio 1986 in occasione della 2ª Sessione plenaria del 3° CC del PMLI tenutasi nei giorni 1, 2 e 3
maggio 1986 sul tema 'La riforma della scuola media superiore e la linea scolastica del PMLI' - è uno strumento chiave della classe dominante per l’istruzione e l’educazione delle nuove generazioni e per la preparazione e la formazione delle forze produttive umane del proprio sistema economico. Sostanzialmente, la scuola ha quindi il compito di perpetuare il potere economico, politico e culturale della classe dominante. Da questa regola non sfugge alcuna classe. Vuoi che al potere vi sia la classe operaia, vuoi che sia al potere la classe borghese. La differenza fra i due tipi di scuola sta essenzialmente nel fatto che la scuola socialista è strutturalmente concepita per l’emancipazione integrale del proletariato e dei lavoratori, mentre quella capitalista mira a mantenere la società divisa in classi, la divisione del lavoro, il lavoro salariato e la subalternità economica, politica, sociale e culturale degli operai e dei lavoratori”.
Il nostro obiettivo strategico è la conquista di una scuola al servizio del popolo e controllata dal popolo. E la via maestra per raggiungere questo traguardo passa attraverso l'abbattimento del capitalismo e del governo neofascista Meloni che oggi ne regge le sorti e ne cura gli interessi, l'abolizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, delle classi, delle disuguaglianze sociali e di sesso, delle disparità territoriali, della schiavitù delle donne e l'instaurazione del socialismo e del potere politico del proletariato.

17 giugno 2026