Al vertice di Pyongyang
I due imbroglioni “comunisti” Xi e Kim stringono nuovi e forti legami tra Cina e Corea del Nord ed esaltano il “socialismo” dei due Paesi
Xi: “La Cina e la RDPC sono entrambi paesi socialisti guidati da partiti comunisti”.
Kim: “La Cina sotto la guida del segretario generale Xi ha raggiunto realizzazioni di sviluppo che hanno stupito il mondo e migliorato in modo significativo il suo status internazionale”
Il concorrente imperialista Trump era impegnato a cercare una soluzione per non uscire con la coda tra le gambe e difendere i suoi interessi dalla guerra contro l'Iran scatenata assieme al sionista Netahyahu mentre il socialimperialista Xi Jinping volava a Pyongyang e l'8 giugno discuteva con il suo omologo nordcoreano Kim Jong Un, da buoni vicini, buoni amici e buoni compagni, della prospettiva strategica del futuro e del destino del socialismo, di aprire congiuntamente prospettive più brillanti per la causa socialista di entrambi i paesi e contribuire al continuo progresso della società umana, rimarcava la Xinhua.
Nei due giorni del vertice Xi e Kim hanno stretto nuovi e forti legami tra Cina e Corea del Nord ma soprattutto i due imbroglioni “comunisti” si sono accreditati reciprocamente e hanno voluto esaltare il “socialismo” dei due Paesi che non esiste neanche sulla carta, a partire dai richiami confuciani invece che dei principi marxisti-leninisti del socialimperialista di Pechino. Cui piace parlare più di Tucidide, vedi il recente incontro con Trump, che di Lenin.
Iniziava Xi a sottolineare che la Cina e la RPDC sono entrambi paesi socialisti guidati da partiti comunisti, che l’amicizia tradizionale tra i due paesi è radicata nei loro ideali e credenze condivisi, nonché nei loro obiettivi comuni, ed è sostenuta da una profonda base storica, una solida base politica e forti legami emotivi. Concordava e omaggiava il potente alleato il nordcoreano Kim esaltando una Cina che sotto la guida di Xi ha raggiunto realizzazioni di sviluppo che hanno stupito il mondo e migliorato in modo significativo il suo status internazionale.
Lavoriamo insieme, rincalzava Xi, per rafforzare la pianificazione di primo livello e la guida strategica per le relazioni Cina-RPDC nella nuova era, mantenere le relazioni bilaterali che avanzano con i tempi e ottenere maggiori progressi nei legami bilaterali, in modo da beneficiare meglio i due paesi e popoli, e dare contributi positivi alla pace, alla stabilità, allo sviluppo e alla prosperità nella regione e nel mondo. Nientemeno.
La nuova era cinese altro non è che la vecchia era capitalista e imperialista appena riverniciata, un paradiso per i padroni e la borghesia e un infermo per i lavoratori e le masse popolari. Come conferma la tragedia dei 90 minatori morti per l'esplosione di gas a fine maggio nella miniera di carbone di Liushenyu nella provincia dello Shanxi, dove nei pozzi lavoravano 247 operai nonostante fosse già scattato un allarme per monossido di carbonio.
24 giugno 2026