Il senatore Silvestro (FI) indagato per violenza sessuale
Insieme a lui è finito sotto indagine anche un suo cugino carabiniere
Francesco Silvestro, 54 anni, senatore di Forza Italia originario di Arzano, nella Città metropolitana di Napoli, nonché segretario della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato e segretario provinciale di Napoli di Forza Italia, è indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per il reato di violenza sessuale a seguito della denuncia di una donna di 52 anni, un’agente di commercio del settore dei vini.
Insieme a lui è indagato per lo stesso episodio, per i reati di tentata violenza privata e di omessa denuncia di reato, anche un suo cugino di secondo grado, carabiniere in forza nella zona di Aversa, in Provincia di Caserta.
La denuncia dei fatti contestati è stata sporta dalla donna che, originaria di Aversa, ha trascorso molti anni a Reggio Emilia dove ha lavorato nel campo vinicolo per fare recentemente ritorno nel territorio di origine. Essa conosceva da tempo il cugino carabiniere del senatore Silvestro, distaccato presso il Senato dal 2022 su sollecitazione del cugino senatore, che organizzò per lei un incontro il 25 febbraio 2025 con il senatore Francesco Silvestro, descritto dal carabiniere come un grande amante di vini prestigiosi.
Nella denuncia la donna afferma che all’incontro tra quest’ultima e il senatore, avvenuto a Roma nel palazzo di San Luigi dei Francesi dove ci sono uffici dei senatori, avvenne una violenza sessuale. “Il senatore
– si legge nella denuncia - aveva bisogno di una fornitura importante di bottiglie, in particolare champagne e Sassicaia, per le cantine della nuova villa a Capri da inaugurare” ed effettivamente ha ordinato una partita di vini. Terminato l’ordine delle bevande, il senatore, secondo il racconto della donna, che era seduto su una sedia che si trovava davanti al divano dove era seduta la donna, la bloccò sul divano spingendole contro un tavolino ed aggredendo sessualmente la stessa donna, approfittandosi di lei “senza alcun consenso né espresso né implicito”.
La donna racconta poi di essere uscita da quell’ufficio sconvolta e in lacrime: tornata ad Aversa, la donna dichiara di essersi rivolta qualche tempo dopo dapprima telefonicamente al cugino del senatore in quanto carabiniere, ma quest’ultimo, dichiara la rappresentante di commercio, non soltanto la informò che non avrebbe dato tale notizia di reato alla Procura della Repubblica, come per legge avrebbe dovuto fare, ma minacciò la donna stessa in un incontro in presenza avvenuto nei pressi di Aversa affinché non denunciasse l’accaduto: “guarda che se denunci
– ha affermato il carabiniere secondo la denuncia della stessa donna - ti rovini la vita. Pensaci bene, i politici hanno un potere che neanche ti immagini. Se lo fai, non lavorerai più”.
Tali pesanti intimidazioni hanno, in effetti, indotto la donna a tacere per oltre un anno, ma poi la denuncia è stata sporta anche su sollecitazione e con l’aiuto di un centro antiviolenza alla quale la donna si era rivolta.
A una giornalista di Repubblica
che lo ha intervistato telefonicamente quando la notizia dell’indagine è divenuta di pubblico dominio, il senatore ha detto: “modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale”.
Anche se Silvestro si è poi scusato per tali parole, il loro significato recondito è chiaro, e la bellezza c’entra ben poco, perché l’uomo politico ha voluto implicitamente affermare che di fronte a una persona ordinaria (“normale”) lui è un potente (“bel ragazzo”) e fa quello che vuole.
24 giugno 2026