Nonostante l'abbiano vezzeggiato e blandito al G7 di Evian
Trump, che crede di essere il padrone del mondo, attacca Meloni e i leader europei perché non fanno quello che vuole lui
Sospendere le relazioni diplomatiche con gli Usa, chiudere le basi americane in Italia
La tre giorni, dal 17 al 20 giugno, a Evian in Francia sembrava essere stato un successo per l’imperialismo dell’Ovest ricompattatosi nel G7, al suo 52° vertice, anche grazie alla palese opera di imbonimento che i leader imperialisti avevano riservato al criminale di guerra Trump cercando ogni modo per vezzeggiarlo e blandirlo. Tanto che nella Dichiarazione dei leader sulle questioni geopolitiche, i rappresentanti dell’imperialismo occidentale, dopo aver riaffermato il sostegno all’Ucraina aggredita dalla Russia concordando di “incrementare la fornitura di capacità di difesa aerea, sistemi e intercettori aggiuntivi e capacità a lungo raggio” e rafforzare “le sanzioni, comprese quelle sui settori petrolifero e del gas”, avevano elogiato la "forte leadership" di Trump per aver raggiunto l'accordo tra Usa e Iran. “Accogliamo con favore – si legge nella Dichiarazione - l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto grazie alla forte leadership del Presidente Trump e con il sostegno dei Paesi mediatori, che offre un'opportunità storica per impedire all'Iran di acquisire armi nucleari e per contrastare le minacce legate alle sue attività regionali e missilistiche. Sosteniamo l'accordo e siamo pronti a contribuire alla sua attuazione”. Nessuna condanna invece dell’aggressione nazisionista israeliana del Libano, dove il G7 sostiene “attraverso un cessate il fuoco immediato e deciso, gli sforzi della leadership libanese per raggiungere il disarmo di Hezbollah e il monopolio delle armi, nonché per proteggere l'integrità territoriale e la sovranità del Libano con le opportune garanzie di sicurezza internazionali”. Ribadita altresì l'opposizione a ogni tentativo unilaterale di modificare lo status quo nell'Indo-Pacifico. “Sottolineiamo l'importanza di un Indo-Pacifico libero e aperto, fondato sullo stato di diritto. Riaffermiamo la nostra opposizione a qualsiasi tentativo unilaterale di modificare lo status quo, in particolare mediante la forza o la coercizione, nei mari della Cina orientale e meridionale e nello Stretto di Taiwan, che dovrebbe essere risolto solo pacificamente attraverso il dialogo”.
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha formalizzato la necessità che USA ed Unione Europea agiscano come partner strategici per stabilire regole e standard globali sull'Intelligenza artificiale. Il G7 aveva di fatto posto le basi per una forte partnership tra Stati Uniti ed Unione Europea per la governance dell’IA.
Non appena uscito dal vertice di Evian il dittatore fascioimperialista di Washington ha voluto tuttavia riaffermare la sua linea. Considerandosi il padrone del mondo ha attaccato la premier italiana Meloni e i leader europei perché non lo avrebbero assecondato e sostenuto nell'aggressione imperialista all'Iran. Il 20 giugno in un’intervista rilasciata a “L’aria che tira” su “La7” aveva apostrofato la Mussolini in gonnella: “Probabilmente è contenta che io le abbia parlato, non ero obbligato a parlarle. Mi ha implorato di fare una foto con lei, la voleva così tanto. Avrei anche potuto non farla, ma alla fine mi ha fatto pena”. Il giorno dopo sulla piattaforma “Truth”, Trump è tornato all’attacco: “In Italia sta andando male in termini di popolarità, forse perché ha voltato le spalle agli Usa, un Paese che ama e protegge davvero l’Italia, quando si è trattato di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare (ma, del resto, lo ha fatto anche la Nato!). Non ci ha nemmeno permesso di utilizzare le piste di atterraggio italiane, creando un grande inconveniente logistico, e questo nonostante gli Usa spendano centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere l’Italia e gli altri cosiddetti alleati della Nato… Ora, dopo che gli Usa hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i propri “numeri”. No, grazie!!!”.
I motivi dunque sono più che chiari. Trump colpisce la Meloni perché, ritenendola un'alleata di ferro e con la stessa concezione del mondo, non lo ha assecondato insieme ai leader europei nell'aggressione all'Iran. Ecco perché ha voluto platealmente ribattere su Sigonella e sulla mancata concessione delle basi militari in territorio italiano per l’attacco all’Iran.
Intervistato da “Tgcom24” sempre il 21 giugno, il presidente americano ha ribadito: "Non sono solo deluso dall'Italia, ma anche da tutti i leader della Nato". Per poi aggiungere: "Non so se ritirarmi dall'Alleanza atlantica". Alla “NBC” dichiarava che Meloni "era una sua fan, ma non la vuole più", perché "non c'era, né lei né la Nato, quando si trattava della questione dello Stretto di Hormuz”. Meloni ed il suo governo hanno risposto che l’”Italia non implora nessuno”, il ministro degli Esteri Tajani ha annullato la sua missione negli Usa dove era atteso al Forum imprenditoriale di Miami. Anche il capo dello Stato Sergio Mattarella ha telefonato alla premier per esprimerle solidarietà, così come diversi leader dell'opposizione. Ma, è arrivato perentorio l’ordine di scuderia: i “rapporti solidi” con Washington non sono in discussione, con la preoccupazione di ricadute economiche e commerciali, a partire dal rischio di dazi sui prodotti agroalimentari. Lo scambio di accuse tra leader "non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti", ha ribadito il 22 giugno la premier davanti ai suoi ministri, esortando, quelli che sono invitati, a partecipare alle tradizionali celebrazioni all'ambasciata americana previste il 2 luglio per il Giorno dell'Indipendenza. Quando invece sarebbe necessario rispondere pan per focaccia, ossia sospendere le relazioni diplomatiche con gli Usa e chiudere le basi americane in Italia.
In un delirio di onnipotenza Trump non ha espresso dubbi: “Io sono il boss” ha affermato, prima della riunione sull’Intelligenza artificiale a Evian, mentre poche ore dopo ha detto al sito “Axios” che non ha scoperto “alcun limite” al suo potere dopo aver iniziato la guerra in Iran. Nell’intervista Trump ha spiegato che si ritiene il padrone del mondo, più grande di Napoleone e Carlo Magno “che non avevano gli aerei”. Con ciò ribadendo che il suo programma strategico è il dominio assoluto del mondo esattamente come i primi due cercarono di realizzare in Europa. Ce n’è abbastanza per isolarlo e combattere conseguentemente la superpotenza imperialista americana cominciando intanto a sospendere le relazioni diplomatiche con gli Usa e a chiudere le basi americane in Italia.
24 giugno 2026