Rizzo vuole allearsi con Vannacci,Toscano no
Il partito sovranista e rossobruno, Democrazia Sovrana Popolare (DSP), fondato appena due anni e mezzo fa dall'ex sedicente “comunista” Marco Rizzo e dal cattolico di destra in odore di massoneria Francesco Toscano, è già sull'orlo della scissione.
Da una parte c'è la corrente che fa capo al coordinatore nazionale Rizzo, già esponente di spicco del Pci, Rifondazione e Comunisti Italiani, il quale vorrebbe allearsi con il partito fascista del generale nero Roberto Vannacci “per rimettere piede in parlamento”, e, dall'altra parte, c'è la corrente che fa capo al presidente di (DSP) Toscano che invece è contrario.
La resa dei conti è cominciata il 15 giugno scorso durante una riunione dei vertici del Partito convocata per discutere su come posizionare il DSP e con chi allearsi sul piano politico ed elettorale in vista delle prossime elezioni politiche.
Nel corso del suo intervento, Toscano, oltre che ribadire la sua posizione: “alle politiche andremo da soli”, ha rinfacciato a Rizzo di volersi alleare con Vannacci con l'obiettivo dichiarato di superare la soglia di sbarramento e assicurarsi il ritorno in pompa magna in parlamento.
Immediata la replica di Rizzo il quale, all'indomani della riunione, ha raccolto le firme di molti coordinatori regionali e della maggioranza del Consiglio direttivo e dell’Ufficio politico su un documento che riporta la sua linea e “biasima” Toscano per “essere intervenuto pubblicamente anticipando o eludendo, anche con dichiarazioni non corrispondenti al vero, il confronto negli organi dirigenti”.
Un'accusa a cui il presidente Toscano ha reagito con la convocazione urgente il prossimo 26 luglio a Roma di un congresso straordinario “come prevede lo Statuto” perché: “È indispensabile che l’assemblea degli iscritti si esprima per confermare una proposta politica che convalidi la nostra incompatibilità sia con i due poli principali sia con il movimento del generale Vannacci, portatore di una proposta molto ambigua sia sul tema mediorientale sia sulla necessità di accelerare la scomposizione di Ue e Nato”.
Insomma dalle accuse reciproche di alleanze sottobanco coi fascisti alle prese di posizione e documenti di condanna, dagli ordini del giorno contrapposti al congresso straordinario fino alle minacce di Rizzo: “Noi non cacciamo nessuno, ma non nutro più alcuna fiducia politica verso Toscano” la guerra delle correnti dentro DSP infuria più che mai ed è appena agli inizi.
A conferma di ciò che avevamo prontamente denunciato già al momento della sua fondazione in un articolo dal titolo “Diretto dai rossobruni Rizzo e Toscano. È nato il partito di Xi e Putin. Nome ufficiale: Democrazia Sovrana Popolare. Piace alla destra e al 'Fatto Quotidiano' dell'ultraputiniano Travaglio”, pubblicato su Il Bolscevico
n.6 del 15 febbraio 2024, ossia, che il Partito di Rizzo e Toscano rappresenta “una nuova trappola elettoralista che, al pari delle altre che stanno cercando di organizzarsi alla sinistra del PD e del M5S in previsione di questo importante appuntamento elettorale... mira a ingannare gli astensionisti di sinistra per riportarli a votare risvegliando le illusioni elettorali e parlamentari, così da procacciare a questi imbroglioni politici dei dorati seggi al parlamento con la falsa promessa di 'cambiarlo dal di dentro'... Ma l'operazione di Rizzo e Toscano è ancora più sporca e insidiosa delle altre, perché mira a pescare voti non solo tra gli astensionisti di sinistra, con le classiche posizioni revisioniste, riformiste e parlamentariste dei falsi comunisti e trotzkisti, ma anche a destra con la demagogia interclassista, sovranista, no vax, antimigranti, negazionista climatica, tipica della destra neofascista e leghista; e completando il tutto con il fiancheggiamento aperto del socialimperialismo cinese di Xi e dell'imperialismo neozarista russo di Putin, che ha molti seguaci proprio nella destra sovranista”.
24 giugno 2026