Deciso da 9 paesi europei tra cui l'Italia
Scudo contro i missili russi

Il 13 luglio, alla vigilia della festa nazionale francese incentrata quest'anno sulla difesa dell'Ucraina e sul "risveglio strategico dell'Europa", il presidente Macron aveva convocato a Parigi la riunione dei leader della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, dei 37 paesi impegnati nel sostegno all’Ucraina aggredita da Putin una volta mollata di fatto da Trump. A margine dell'incontro si è tenuta al Quai d'Orsay la riunione di nove Paesi europei che insieme a Kiev hanno annunciato la nascita di una nuova coalizione per sviluppare capacità di difesa contro i missili balistici in Europa. La neofascista Meloni ha saltato anche questo vertice, e ha invuato il ministro Tajani a rappresentare l'imperialismo italiano.
La necessità di uno scudo antimissilistico era prioritaria anzitutto per l'Ucraina aggredita ma anche per i progetti e le ambizioni militari dell'imperialismo europeo dopo che nelle guerre moderne la componente aerea ha assunto un ruolo determinante con aerei, missili e droni. Come evidenziano le ondate di missili balistici russi che piovono regolarmente su Kiev.
Nel vertice di Ankara Trump annunciava la vendita a Berlino dei missili Tomahawk ma ci vorranno almeno tre anni per vederli sul fronte europeo dato che la priorità del Pentagono è quella di ricostituire le scorte usate nella guerra di aggressione all’Iran. Tempi lunghi anche per il progetto cui hanno dato la loro adesione nove Stati europei, Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi e Danimarca con una prospettiva non solo contingente. L’accordo siglato ieri ha quindi al momento un significato soprattutto politico che comunque avvia un progetto militare che necessiterebbe di investimenti colossali non disponibili in nessun paese preso singolarmente, tranne forse la Germania che ha già avviato la costruzione di una fabbrica in Baviera per la costruzione su licenza intanto di 5000 Patriot americani destinati anche a altri compratori europei e che entrerà in attività nel 2027.
Scriveva Macron su X: “Davanti alla minaccia facciamo una scelta chiara: proteggere Kiev, rafforzare la nostra sicurezza collettiva e costruire l'Europa della difesa. E con il lancio della coalizione antibalistica rafforziamo le capacità di cui l'Europa ha bisogno". Il ministro Tajani definiva “molto positiva” la riunione dato che “per la prima volta con la dichiarazione sugli accordi della protezione balistica, abbiamo compiuto un passo nella direzione della difesa europea che coinvolge anche l'Ucraina e il Regno Unito".
La dichiarazione congiunta firmata dai rappresentanti dei nove paesi sostiene che l'obiettivo della nuova coalizione sarebbe quello di sviluppare capacità antimissilistiche "puramente difensive" in un contesto di "crescente minaccia" in Europa. "Riteniamo che la protezione dell'Europa richieda una soluzione globale di architettura integrata di difesa per scoraggiare e sconfiggere le future minacce missilistiche", affermavano i nove, “mettendo in comune la nostra base industriale di difesa, la nostra ricerca e la nostra esperienza operativa, l'obiettivo è costruire una capacità condivisa" cominciando dall'istituzione di un centro di coordinamento che “integrerà i sistemi di difesa contro i missili balistici già esistenti, comprese le soluzioni europee nazionali già acquisite o che saranno acquisite dai Paesi partecipanti”. L'intesa comunque rimane "aperta alle altre nazioni che ne condividono principi e obiettivi". Magari per accelerare la ricerca di una soluzione al problema principale odierno, la mancanza di una rete di avvistamento satellitare autonoma al posto di quella a disposizione controllata dagli Usa.

22 luglio 2026