Ogni sabato i Biellesi per la Palestina Libera si ritrovano in piazza a fianco del popolo palestinese
A Biella gli aquiloni devono volare!
Denunciata la criminale decisione del governo sionista di considerare “atto terroristico” il gioco dei bimbi palestinesi
Dal corrispondente dell'Organizzazione di Biella del PMLI
Nel pomeriggio di sabato 29 agosto i Biellesi per la Palestina Libera si sono ritrovati nella centralissima via Italia per partecipare al presidio in solidarietà con il popolo palestinese e contro il genocidio in corso a Gaza, l’occupazione dei territori palestinesi della Cisgiordania e la politica criminale del governo nazisionista israeliano guidato dal macellaio Netanyahu. Da mesi, ogni sabato, le compagne e i compagni di Biellesi per la Palestina Libera si ritrovano in centro per esprimere la propria rabbia e la propria volontà di lotta. Una mobilitazione popolare che non si è fermata davanti al silenzio e all'inerzia delle istituzioni borghesi e che continua a chiedere con forza la fine dell'aggressione, dell'occupazione e delle violenze contro il popolo palestinese, a Gaza come in Cisgiordania, dove proseguono le violenze dei coloni e l'espansione degli insediamenti israeliani.
Il presidio è stato dedicato in particolare alla denuncia dell'assurda e criminale minaccia israeliana contro gli aquiloni fatti volare dai bambini palestinesi. Dopo che diversi aquiloni provenienti dalla Striscia di Gaza sono stati rinvenuti nei pressi delle comunità israeliane al confine, il governo Netanyahu ha annunciato una politica di “tolleranza zero”, arrivando a equiparare gli aquiloni ai droni, “con o senza esplosivi”. Il ministro della Difesa Israel Katz ha successivamente dichiarato che ogni lancio sarebbe stato considerato un “atto terroristico”, minacciando una risposta militare contro responsabili, organizzatori e luoghi di lancio. La vicenda assume così un carattere tanto grottesco quanto drammatico: a Gaza, dove ai bambini sono già stati negati i diritti più elementari, persino un semplice gioco può diventare un motivo di minaccia militare. Proprio per questo durante il presidio sono stati esposti tanti aquiloni. Un gesto fortemente simbolico per affermare che gli aquiloni devono volare, che i bambini palestinesi devono poter giocare e che nessun esercito può cancellare il diritto di un popolo alla libertà.
Nel corso dell'iniziativa si sono alternati interventi, letture di poesie e momenti musicali. Particolarmente significativo è stato l'alternarsi delle canzoni di Fabrizio De André con quelle della resistenza palestinese, in un intreccio tra cultura, memoria e lotta che ha conferito al presidio un forte carattere popolare e internazionalista.
Tra gli interventi più significativi quello della segretaria generale della CGIL di Biella, Cristina Martiner, per manifestare con forza la contrarietà della CGIL al massacro del popolo palestinese. C'erano anche rappresentanti dell'ARCI, tra cui il compagno Valter Clemente. Non sono mancate le Donne in Cammino per la Pace, che ancora una volta hanno portato nel presidio la loro testimonianza contro la guerra, ciascuna con la propria lettera, componendo insieme la scritta “CESSATE IL FUOCO”. Significativa la partecipazione di compagne e compagni provenienti da diverse località della provincia. Tra questi Ivana Novello, che non fa mai mancare il proprio sostegno al presidio settimanale di “Biellesi per la Palestina Libera”, raggiungendo il capoluogo dalla Valsessera.
A portare la solidarietà militante del Partito marxista-leninista italiano era il compagno Gabriele Urban, Responsabile dell'Organizzazione di Biella, con la bandiera palestinese e alcuni cartelli di denuncia dell'aggressione e dell'oppressione nazisionista.
Il presidio ha rappresentato ancora una volta un importante momento di confronto, discussione e mobilitazione popolare contro la guerra, il genocidio e l'occupazione, contro l'imperialismo e contro ogni forma di complicità con i suoi crimini.
9 settembre 2026