Comunicato unitario del PRC e PCI biellesi, del PCUP-sezione Biella e Ivrea e del PMLI.Organizzazione biellese
Trasporti: le linee periferiche piemontesi all’abbandono
Mentre Biella-Novara e Alessandria affogano nei disagi, i miliardi del TAV alimentano cemento e affarismi
 
Treni soppressi, stazioni fantasma, ritardi cronici e linee a binario unico risalenti al secolo scorso. È questo lo scenario desolante in cui versano quotidianamente le linee ferroviarie periferiche e secondarie del Piemonte, a partire dai nodi critici di Alessandria e dalla linea Biella-Novara. Un progressivo deterioramento del trasporto pubblico locale che contrasta in modo stridente con i miliardi di euro pubblici destinati alle grandi opere, prima fra tutte il Treno Alta Velocità (TAV).
La situazione della Biella-Novara è emblematica. Dopo una settimana di chiusura totale della linea per lavori, alla ripresa del servizio i disagi non sono certo terminati. Lunedì 31 agosto sono stati soppressi due treni diretti a Novara e martedì 1° settembre è stato soppresso il treno delle 7 del mattino per Novara, mentre numerosi altri convogli della tratta continuano ad accumulare ritardi di decine di minuti. Per pendolari, studenti e lavoratori, quello che dovrebbe essere un servizio essenziale si trasforma così quotidianamente in una fonte di disagi e di incertezza. Mentre i pendolari, gli studenti e i lavoratori delle tratte locali viaggiano in condizioni disagevoli su convogli obsoleti e linee colpite da continui guasti e incuria, lo Stato continua a finanziare un’opera faraonica il cui impatto sul territorio e sull’ambiente è ormai sotto gli occhi di tutti.
Il progetto del TAV non solo comporta la devastazione di vallate e territori, ma rappresenta una voragine finanziaria che sottrae risorse che potrebbero essere destinate alla mobilità quotidiana dei cittadini. Alla luce dei dati e dei flussi di traffico odierni, il TAV appare per quello che è: un’opera sovradimensionata rispetto alle reali necessità e ai progetti iniziali, legata a previsioni di crescita mai verificate. Un’infrastruttura che non risponde più alle priorità della collettività, ma che continua a essere difesa a oltranza da chi ha precisi interessi economici nell’opera. Grandi appalti che, come dimostrano le numerose inchieste giudiziarie degli anni, hanno coinvolto esponenti dell’imprenditoria e creato anche il terreno per l’infiltrazione e il profitto delle mafie e della criminalità organizzata.
Siamo di fronte a una scelta politica criminale nei confronti dei territori e della transizione ecologica. Si scelgono le grandi colate di cemento speculative invece di garantire la dignità del viaggio a migliaia di piemontesi che ogni giorno si spostano per studio o lavoro.
Chiediamo lo stop immediato ai cantieri della devastazione e lo spostamento immediato di tutti i fondi pubblici verso la messa in sicurezza, l’elettrificazione e il potenziamento delle linee locali come la Biella-Novara e il nodo di Alessandria. Il trasporto pubblico deve tornare a essere un servizio per i cittadini, non un business per i grandi cartelli e le mafie dei cantieri. La nostra battaglia continuerà nelle stazioni e nelle piazze per rivendicare il diritto a una mobilità locale efficiente, sicura e a misura di cittadino.
Partito della Rifondazione Comunista (PRC) - Federazione biellese
Partito Comunista Italiano (PCI) - Federazione biellese
Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) - Sezione Biella e Ivrea
Partito marxista-leninista italiano (PMLI) - Organizzazione biellese
Biella, 2 settembre 2026