Contro la decisione della giunta del neopodestà Olivero (FdI)
Oltre mille biellesi in corteo: cresce la protesta per salvare i ciliegi storici dei Giardini Zumaglini
Apprezzato il cartello portato da compagni del PMLI

Dal corrispondente dell'Organizzazione di Biella del PMLI
Dopo quelle del 26 luglio e del 1° agosto (riuscitissima e partecipatissima), una nuova giornata di lotta si è svolta lunedì 7 settembre in piazza Duomo a Biella contro il progetto della giunta comunale guidata dal sindaco Marzio Olivero, Fratelli d’Italia, di spostare il mercato da piazza Falcone, nel cuore del Villaggio Lamarmora, ai Giardini Zumaglini. Mentre a Palazzo Oropa si svolgeva il Consiglio comunale aperto, un maxi schermo ha permesso alla popolazione di seguire gli interventi e partecipare direttamente al confronto. Una piazza viva e combattiva, che ha applaudito le innumerevoli posizioni contrarie al progetto e contestato con fischi quelle, pochissime, favorevoli. Una bella prova di partecipazione popolare, nella quale i biellesi non si sono limitati ad ascoltare, ma hanno fatto sentire concretamente la propria voce.
Dagli interventi dei Consigli di quartiere è emersa soprattutto la richiesta di studi seri e di un confronto reale prima di modificare l’attuale assetto. Il Consiglio del Centro ha chiesto analisi urbanistiche e socioeconomiche, studi su traffico, parcheggi e mobilità, mentre diversi quartieri hanno sottolineato il valore sociale del mercato di piazza Falcone e il rischio di impoverire ulteriormente le periferie. A Chiavazza l’85% dei partecipanti al sondaggio promosso dal Consiglio di quartiere si è espresso contro il progetto; a Pavignano-Vaglio-Colma la contrarietà ha raggiunto il 90% dei componenti del Consiglio.
Particolarmente significativo l’intervento dell'agronomo Andrea Polidori, che ha ricordato la funzione dei Giardini Zumaglini come spazio di rifugio dal rumore della città, di refrigerio nelle giornate calde e di tranquillità per la popolazione. Una funzione difficilmente conciliabile con il passaggio di mezzi, banchi e migliaia di persone. Gli Zumaglini sono inoltre un giardino storico risalente al 1876, con alberi secolari e tre esemplari monumentali.
Al centro della mobilitazione ci sono anche i ciliegi. Gli agronomi hanno evidenziato come il loro trapianto sia un’operazione estremamente complessa, costosa e dall’esito incerto: per aumentare le possibilità di attecchimento servirebbero zolle del diametro di tre metri e mezzo-quattro metri, senza peraltro eliminare l’elevato rischio di insuccesso.
Significativo anche l’intervento di Daniele Gamba, presidente del Circolo Tavo Burat-Pro Natura di Biella, che ha posto una questione fondamentale: si tratta davvero di una riqualificazione oppure di una trasformazione dei Giardini Zumaglini? L’associazione ha contestato un metodo nel quale il confronto pubblico arriva dopo l’impostazione del progetto, chiedendo invece di valutare preventivamente alternative e conseguenze.
Il quadro che emerge è dunque quello di un’amministrazione sempre più isolata su una scelta che coinvolge ambiente, periferie, commercio, mobilità e qualità della vita. Persino chi non esclude una revisione complessiva dei mercati cittadini chiede studi, alternative e ascolto della popolazione. La questione è anche e soprattutto politica. Da una parte una giunta che pretende di decidere dall’alto; dall’altra le masse popolari, i quartieri, le associazioni e i lavoratori che rivendicano il diritto di partecipare alle scelte sulla propria città. È una contrapposizione che riguarda il modello stesso di governo del territorio: gli spazi pubblici devono essere tutelati e utilizzati nell’interesse della collettività, non sacrificati alle esigenze di un progetto calato dall’alto.
In piazza era presente anche l’Organizzazione di Biella del PMLI, con il manifesto “Ciliegi sì, Olivero no”, già portato nelle precedenti mobilitazioni.
Quella dell'8 settembre di oggi è stata una bella giornata di lotta e una pesante batosta politica per Olivero e la sua giunta. I Giardini Zumaglini devono restare giardini, i ciliegi devono essere salvati e il Villaggio Lamarmora non deve essere privato del suo mercato. La parola deve tornare alle masse popolari.
Poche ore dopo, in Consiglio comunale, è arrivata la risposta della giunta alla piazza: nessun ravvedimento, nessun passo indietro. Gli assessori hanno rivendicato la scelta di trasferire il mercato, definendola una decisione politica e strategica per il futuro della città e sostenendo che, alla fine, “la scelta deve essere di chi governa”. Di fronte alla mobilitazione popolare, l’assessora all’Ambiente Livia Caldesi ha inoltre liquidato come “spropositata” la polemica sui ciliegi, una “campagna accanita”. L’assessore ai Lavori pubblici Luca Castagnetti ha infine confermato la volontà di procedere con il progetto.
Insomma, la Giunta di Fratelli d’Italia non ascolta minimamente la piazza e tira dritto. Altro che ravvedimento: davanti alla netta opposizione emersa dalla popolazione, preferisce difendere a ogni costo una scelta che appare già ampiamente indirizzata a monte, tentando persino di sminuire le ragioni della protesta. Ma la mobilitazione popolare non si ferma.

9 settembre 2026