“Verità e giustizia per Fakir sappiamo chi è Stato”: partecipata manifestazione a Catania
Il PMLI in piazza pronuncia un intervento che riceve consensi
Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
Mercoledì 22 luglio anche la Catania antifascista e antirazzista si è mobilitata con un presidio per ricordare e denunciare l'omicidio di Fakir Abderrahim avvenuto a Bologna nel quartiere Pilastro il 19 luglio.
Il presidio dinanzi palazzo della prefettura in via Etnea è stato indetto da Catania Antirazzista e dal sindacato USB Catania a cui si sono uniti associazioni e partiti, tanti giovani studenti, tanti progressisti e democratici scesi in piazza spontaneamente e soprattutto tanti immigrati (nostri fratelli) per ricordare la morte di Fakir, il quarantatrenne ammazzato con tanta crudeltà per mano di due poliziotti grazie al "decreto sicurezza" varato dal governo di Mussolini in gonnella e definito un "nuovo crimine di Stato neofascista".
Durante il partecipato presidio a cui hanno partecipato alcune centinaia di manifestanti è stata chiesta a gran voce "verità e giustizia per Abderrahim Fakir", messo sotto accusa la polizia di Stato e il governo Meloni che assolve l'operato della polizia e attacca i manifestanti, vedi Bologna e no TAV, e denunciato questo sistema borghese neofascista che vuole il popolo asservito al sistema capitalista.
Dopo il presidio, vista la massiccia partecipazione, si è svolto un combattivo e partecipato corteo con slogan “Giustizia per Fakir" attraversando via Etnea in direzione piazza Gaza (Stesicoro) con alla testa lo striscione "Verità e giustizia per Fakir sappiamo chi è Stato”, seguito da altri striscioni e cartelli.
Il PMLI ha partecipato con spirito unitario antifascista e antirazzista attraverso la Cellula “Stalin” della provincia di Catania con la rossa bandiera del Partito. Il compagno Sesto Schembri, a nome della Cellula etnea, nel suo intervento si è appellato all'unità antifascista e antirazzista, contro il governo neofascista Meloni e il sistema capitalista che genera fascismo, razzismo, guerre imperialiste con la complicità di revisionisti e riformisti. Il compagno concludeva esortando a lottare uniti per il socialismo, ricevendo tanti consensi.
Distribuito dal PMLI l'articolo a volantino de Il Bolscevico
"5 mila in piazza per Fakir a Bologna". Portati in piazza i manifesti “La via maestra è il socialismo e il potere politico del proletariato. Abbandonare le illusioni costituzionali, riformiste, elettorali, parlamentari, governative, pacifiste e legalitarie. Affossare la controriforma piduista e neofascista del premierato e l'autonomia regionale differenziata. Abbattere il governo neofascista Meloni" e quello "Basta con manovre antipopolari, le misure fasciste e anti migranti e le manganellate. Sciopero generale. Buttiamo giù il governo neofascista Meloni”.
9 settembre 2026