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Una nuova "debt bomb" per i colossi dell'Intelligenza artificiale? Forse

di Davide - Milano
Un interessante e recente articolo pubblicato sul The Guardian (Is there a pending AI 'debt bomb' crisis? No. This isn't Enron 2.0) fa luce sulla domanda di molti analisti riguardo alla realizzazione di numerosi data centre a fronte di una continua crescita nell'utilizzo dell'Intelligenza artificiale mettendo in guardia da quelli che potrebbero essere i rischi per i colossi Meta, xAI, CoreWeaver e Oracle: quelli di trovarsi fortemente indebitati e non in grado di poter compensare gli enormi investimenti con le entrate a lungo termine.
Discostandosi dalla tesi difensiva della testata britannica, potremmo immediatamente identificare quello che, effettivamente, può compromettere i piani dei grandi colossi dell'IA. I data centre in costruzione (e previsti) sono strutture energivore, inquinanti, che al momento godono di grandi protezioni da parte di governi nazionali o federali, ma stanno attraversando una serie di critiche a causa del rischio di creare nuovi "ecomostri". In una società globale in cui l'energia è un bene prezioso, questi enormi "consumatori" di energia sembrano mettersi in competizione con le stesse società che dovrebbero mantenerli.
Senza entrare nel merito delle specifiche vicende (vere o presunte), è un dato di fatto che i data centre siano strutture di grandissime dimensioni, che necessitano di notevoli risorse per il loro funzionamento e di estrema delicatezza strategica. Inoltre, i grandi capitalisti del settore sembrano "girare" attorno al fatto che per loro sarà facile riciclarsi in un caso di fallimento di queste strutture. Chi invece dipenderà, in qualche modo, da esse, rischia di subire una profonda crisi.
Non è uno scenario così irreale pensare che, con un continuo e sempre più smodato utilizzo delle IA per qualsiasi cosa, prima o poi il giocattolo (perché le energie più grandi vengono sprecate sostanzialmente per attività inutili), si rompa. E non è nemmeno irreale pensare che possano essere escogitate delle vere IA: le attuali si basano sul carpire le fonti, analizzarle, computarle con dati degli utenti, attingendo sempre più energia quando le informazioni si accumulano e sono da incrociare.
Società con il concetto di sviluppare IA utili, ciò che si basino sì, inizialmente, su un database di informazioni, ma che possano poi rielaborare i dati senza andare ad attingere ad altri dati, sono state ipotizzate e potrebbero nascere (se i grandi colossi lasceranno fare). Certamente, i temi sono estremamente complessi, ma sembra sempre aumentare il numero di salariati che, anziché dipendere dalle IA, cercano in qualche modo di boicottarle.

9 settembre 2026