Electrolux: a casa 1.450 lavoratrici e lavoratori
Chiuso lo stabilimento di Cerreto d'Esi (Ancona)

Electrolux conferma la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e 1.450 “esuberi” complessivi nelle fabbriche italiane. Si tratta di una semplice limatura rispetto ai 1.719 previsti all’inizio. Se a questi, come ricordano i sindacati, si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati, il ridimensionamento della presenza in Italia della multinazionale svedese degli elettrodomestici viene riconfermato tale e quale. Lo stesso organico a tempo indeterminato da aprile ad agosto è sceso da 4.279 a 4.200 persone, mentre 91 contratti a tempo determinato sono scaduti senza rinnovo.
La maggior parte dei licenziamenti riguarda gli stabilimenti di Porcia, in provincia di Pordenone, e Susegana, in provincia di Treviso, che sono anche i più grandi. Nello stabilimento friulano interessano 463 lavoratrici e lavoratori, di cui 208 nella produzione. In quello veneto metà del personale impiegatizio sarebbe considerato in “eccesso”, il che significa 180 unità su 360 in totale. Gli operai rispediti a casa sarebbero invece 240. Per quanto riguarda lo stabilimento di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona,nessun ripensamento: chiusura della fabbrica e 170 dipendenti gettati sul lastrico, a cui ne vanno aggiunti altrettanti impiegati nell'indotto.
Electrolux non solo ha ribadito i licenziamenti, ma pretende che il governo intervenga in sede europea per la riforma della Cbam (l'adeguamento del carbonio alle frontiere della UE) per avere meno vincoli ambientali, e ha aggiunto l’intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro che oggi pongono dei limiti specifici per ciascuna fabbrica alle cadenze delle linee di montaggio, stabilendo un numero massimo di pezzi ora da montare., Fiom, Uilm e Fim hanno espresso la loro decisa contrarietà verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi sacrifici ai lavoratori, “ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad offrire esuberi e dismissioni”.
I sindacati confederali dei metalmeccanici hanno proclamato otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti Electrolux. Respingono il piano dell'azienda e la invitano a rispettare gli impegni assunti davanti al ministero e alle Regioni, “dove aveva garantito la continuità produttiva degli stabilimenti e di presentare un piano realmente nuovo”. I lavoratori sono pronti a continuare la lotta per difendere il posto di lavoro con tutti i mezzi necessari. Storicamente non si sono mai tirati indietro e già in passato hanno sostenuto lunghe e difficili vertenze contro la direzione aziendale.
Alla fermezza delle lavoratrici e dei lavoratori fa invece da contraltare il balbettio del governo. L'ennesimo tavolo allestito al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta dimostrando come il Ministro Urso non abbia alcuna intenzione di risolvere nessuna delle innumerevoli crisi che stanno investendo il settore della manifattura italiana. Continuano a elargire milioni di euro e concedere proroghe e agevolazioni alle multinazionali e poi non si impegnano seriamente perché vengano mantenuti i posti di lavoro.

9 settembre 2026