Messaggi di sostegno dall’Italia

Collettivi di Per la Democrazia Popolare
I collettivi di Per la Democrazia Popolare (PLDP) inviano i loro più calorosi saluti a questo evento organizzato dai compagni e dalle compagne del Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI) in occasione del cinquantesimo anniversario dalla scomparsa del Presidente Mao. Ci dispiace non poter essere presenti per ragioni che vanno al di là della nostra volontà, ma ci teniamo ad augurare successo alla vostra iniziativa.
Per i rivoluzionari di un paese imperialista colmo di contraddizioni strutturali come il nostro, in cui il blocco dominante sta premendo l’acceleratore sul processo di fascistizzazione, gli insegnamenti del Presidente Mao sono oggi più validi che mai. Nello scorso secolo il proletariato ha ottenuto tre grandi vittorie: la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, la Rivoluzione cinese e, ultima ma non meno importante, la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria. Il fatto che il Presidente Mao sia stato protagonista di due di queste tre grandi battaglie è sufficiente a illustrare la grandezza della sua figura e del suo Pensiero.
In quanto difensore della linea marxista-leninista di Lenin, Stalin e della gloriosa Terza Internazionale Comunista, il Presidente Mao ha contribuito qualitativamente allo sviluppo del pensiero rivoluzionario del proletariato, alla sua ideologia scientifica. Nei cinquant’anni che sono trascorsi dalla sua morte, il maoismo si è forgiato nelle guerre popolari, nelle lotte del proletariato e dei popoli oppressi di tutto il mondo, lottando eroicamente per assumere la direzione della Rivoluzione Proletaria Mondiale.
In questi decenni abbiamo assistito a una nuova ondata di lotte antimperialiste e rivoluzionarie, a partire dalla gloriosa Resistenza Nazionale Palestinese, che hanno messo in evidenza la correttezza dell’invincibile tesi del Presidente Mao secondo cui l’imperialismo non è altro che una tigre di carta, e i popoli del mondo sono destinati ad essere i suoi becchini.
La lotta antimperialista necessita tuttavia di un ulteriore salto qualitativo: l’unificazione delle forze democratiche, progressiste e rivoluzionarie in un grande movimento antimperialista che inondi come una marea i paesi oppressi governati dai lacchè del capitale finanziario e le stesse roccaforti degli imperialisti negli USA, in Europa, così come in Russia e nella Cina socialimperialista.
Questo processo ha trovato una prima formula e concretizzazione nella fondazione della Lega Antimperialista Internazionale in Colombia, lo scorso aprile. Si tratta di un lavoro che nel nostro paese va specificato e portato avanti a seconda delle condizioni particolari.
Per esempio, nel nostro paese questo significa anche lavorare per la costruzione di un fronte antifascista, libero dalle influenze opportuniste ed elettoraliste, che ponga all’ordine del giorno la lotta contro un processo di fascistizzazione che è stato di volta in volta spalleggiato dalle varie forze politiche di potere, incluse quelle socialfasciste. Non si può infatti pensare alla lotta antimperialista senza porre nello stesso tempo il problema della lotta contro l’avanzata del fascismo promossa dal grande capitale imperialista del Centro-Nord Italia.
In questo cinquantesimo anniversario, ricordiamo il Presidente Mao, grande combattente del proletariato internazionale e difensore dei popoli oppressi e della grande bandiera rivoluzionaria dell’antirevisionismo. Il maoismo oggi ispira i rivoluzionari di tutto il mondo nella loro battaglia per la costruzione e lo sviluppo di effettivi partiti comunisti come guida della rivoluzione proletaria mondiale.
Gloria eterna al Presidente Mao!
 
Ugo – Genova
Compagne e compagni,
siamo a commemorare la scomparsa del compagno Mao avvenuta 50 anni or sono. Che la sua salute fosse precaria e la sua morte possibile lo si sapeva, ma quando si diffuse la notizia tanti di noi si sentirono impreparati, come se la sua scomparsa potesse persino modificare il corso della storia. Tuttavia, con questo mio intervento, non intendo ritornare al sentimento di tristezza di quei giorni. Piuttosto parlare di Mao come poeta rivoluzionario.
Il Mao poeta non è differente dal Mao ideologo immerso dalla percezione dialettica della realtà, dalla conoscenza delle contraddizioni che percorrono la vita del proletariato, della natura e della società. Nella sua poesia, le contraddizioni si fanno concrete sulle difficoltà che il proletariato deve affrontare e superare nella lotta per la propria emancipazione, assumono la caratteristica di esperienze vissute, diventano un appello alla mobilitazione rivoluzionaria. La sua, pertanto, non è poesia di evasione, ma propaganda, un mezzo per forgiare una coscienza di classe rivoluzionaria. Invito tutti a ripensare questa citazione “Noi comunisti siamo come i semi e il popolo è come la terra. Ovunque andiamo, dobbiamo unirci al popolo, mettere radici e fiorire in mezzo al popolo” . È una citazione. Tuttavia, solo la sensibilità di un poeta rivoluzionario della statura del compagno Mao avrebbe potuto con chiarezza, con limpidezza, descrivere con parole, che diventano versi, il ruolo e la funzione che devono assumere i comunisti nella società e nel mondo. Anche per questi motivi…con Mao per sempre.
 
Antonio – Sassari
Saluto calorosamente il Partito Marxista-Leninista Italiano in occasione della cinquantesima commemorazione di Mao, guida e servitore indomito del proletariato sulla via marxista-leninista della rivoluzione e dell'edificazione del socialismo.
Egli, con mossa politica straordinaria di valore storico universale, scatenò la vastissima mobilitazione di massa della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria ponendo la madre di tutte le questioni: quale classe tra borghesia e proletariato deve detenere il potere.
Per smascherare agli occhi di tutto il popolo e sconfiggere la linea revisionista restauratrice del capitalismo nell'economia e nell'ideologia socialiste Mao suscitò il protagonismo del proletariato e delle masse popolari nella lotta di classe, ne incoraggiò l'iniziativa e l'organizzazione, li educò a dirigere e plasmare di sé il socialismo.
La vittoria della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria ha difeso il potere proletario dalle deviazioni borghesi e incentivato l'organizzazione socialista dell'economia, la diffusione della concezione proletaria del mondo, l'ampliamento della democrazia popolare diretta, la rappresentanza del proletariato nel partito, la continuazione fino in fondo della dittatura del proletariato sulla borghesia durante la lunga transizione per preparare le condizioni materiali ed ideologiche di estinzione delle classi e dello Stato socialista.
Fin dalle origini il Partito Marxista-Leninista Italiano ha fatto propria l'esperienza della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria riscontrabile nella sua linea politica strategica e tattica per la rivoluzione socialista in Italia unitamente ai riferimenti storici della Comune di Parigi valorizzata da Marx ed Engels, della Rivoluzione d'Ottobre e della Russia Sovietica di Lenin e Stalin, della Rivoluzione cinese e della Cina Popolare di Mao.
Viva i grandi maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao.
Viva lo studio e la pratica del marxismo-leninismo-pensiero di Mao.
Viva il Partito Marxista-Leninista Italiano e il suo Maestro compagno Giovanni Scuderi.
 
Giordano – Provincia di Cosenza
Un saluto dalla martoriata Calabria a tutti i partecipanti alla Rossa Commemorazione di Mao!
50 anni con il Grande maestro del proletariato internazionale Mao con il quale il PMLI ha un rapporto filiale.
Sono certo che il discorso del compagno Mino Pasca sarà rosso e istruttivo, come sempre.
La Commemorazione darà nuova e rossa forza a tutto il Partito nella sua lotta contro il governo Meloni, Mussolini in gonnella, contro il quale si prevede un autunno caldo di lotte e manifestazioni.
Avanti con forza e fiducia verso l'Italia Unita Rossa e Socialista!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
 
Cartesio - Napoli
Care/i compagne/i,
ancora una volta non potrò essere presente a Firenze, essendo impegnato subito prima del 13 settembre e subito dopo tale data con gli esami di idoneità. Ad ogni modo, intendo dare seguito al vostro invito su Telegram ed esprimo il massimo sostegno a questa encomiabile e storica iniziativa, che sono sicuro riuscirà a commemorare i 50 anni dalla scomparsa del Grande Timoniere nel modo migliore.
È un fatto che l'astrattismo e il dogmatismo delle posizioni trotskiste in Italia e in Europa, pur criticando a chiacchiere il "centrismo", abbiano decretato la loro incapacità storica di trasformarsi in una forza concretamente egemone o di guidare una rivoluzione vittoriosa. Liquidare (o ignorare) le esperienze maoiste (o meglio quelle ispirate dal o al pensiero del Maestro cinese del proletariato internazionale) come fallimentari significa non capire che il PCC del Grande Timoniere sia stato l'unico vero motore capace di mobilitare milioni di giovani e lavoratori, intercettando un bisogno reale di rottura radicale con il revisionismo del PCI di Togliatti e Longo, oramai integrato nelle dinamiche parlamentari e borghesi. Da organizzazioni come Servire il Popolo e Lotta Continua fino ad esperienze più coerenti e ancora vive (e vegete) come quella del PMLI, la straordinaria forza del pensiero di Mao nell'Italia degli anni '60 e '70 risiedeva (e risiede) proprio nella capacità di saldare la teoria alla pratica quotidiana della militanza, garantendo una presenza capillare nei quartieri e nelle fabbriche, mantenendo un solido legame di solidarietà con le lotte antimperialiste del Terzo Mondo, dal Vietnam alla Palestina e all'Africa. Se oggi è ancora salva la spada di Mao in Italia e in Europa, lo dobbiamo al suo più lucido discepolo ovvero allo Stimato Compagno Scuderi.
Onore a lui e a voi!
Viva il socialismo!
 
Salvatore – Provincia di Palermo
Al Compagno Segretario generale Giovanni Scuderi, al Comitato Centrale, a tutti i compagni del Partito Marxista-Leninista Italiano, a tutti i simpatizzanti e amici presenti alla Commemorazione di Mao.
Sebbene sia spiacente di non essere presente, mi sento sempre vicino alle idee e ai principi del Maestro Mao. La sua commemorazione dev'essere sempre un’occasione per fare il punto sulla situazione e crescere e migliorare tutti insieme per un'Italia unita, rossa e socialista.
Il Maestro Mao, insieme agli altri grandi Maestri Marx, Engels, Lenin e Stalin ci hanno lasciato un'immensa eredità e sta a noi, ora, metterla a frutto nella lotta di classe.
W i grandi Maestri, W il Compagno Segretario generale Scuderi, il Comitato Centrale e il PMLI. Per l'Italia unita, rossa e socialista.
 
Francesco Comunale – Butera (Caltanissetta)
Cinquant’anni fa scompariva il grande maestro del proletariato Mao Zedong, una delle figure più importanti della storia della rivoluzione mondiale del XX secolo.
Grande è l’eredità che Mao ci ha lasciato. Grandi sono i suoi insegnamenti politici, ideologici e rivoluzionari, dei quali il PMLI fa tesoro, continuando a studiare e a diffondere il marxismo-leninismo-pensiero di Mao.
Mao guidò il popolo cinese nella lotta contro l’imperialismo, il feudalesimo e la borghesia burocratica, contribuendo alla liberazione della Cina dal sistema semifeudale e semicoloniale. Con la vittoria della rivoluzione del 1949 iniziò una nuova fase della storia cinese e vennero poste le basi per la costruzione di una società socialista.
Sotto la direzione della rivoluzione furono avviate profonde trasformazioni economiche e sociali. La Cina affrontò la gigantesca opera di alfabetizzazione e di diffusione dell’istruzione, vennero sviluppati i servizi sanitari e furono portate cure mediche anche nelle campagne attraverso i celebri “medici scalzi”. La vita della popolazione migliorò profondamente e la vita media dei cinesi aumentò in modo considerevole.
Mao diede inoltre grande importanza alla questione femminile. La rivoluzione cinese mise in discussione secolari strutture patriarcali e discriminazioni: le donne conquistarono nuovi diritti giuridici, l’uguaglianza nel matrimonio, maggiori possibilità di istruzione e di partecipazione al lavoro e alla vita politica e sociale. La liberazione della donna venne considerata parte integrante della trasformazione rivoluzionaria della società.
Tra le grandi campagne promosse da Mao vi fu il Grande Balzo in Avanti, attraverso il quale si tentò di accelerare la trasformazione economica della Cina, mobilitando milioni di lavoratori e contadini e sviluppando le comuni popolari. Fu un gigantesco tentativo di trasformare rapidamente un Paese ancora povero e prevalentemente agricolo.
Nel 1966 iniziò la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria, una delle più radicali esperienze politiche del XX secolo. Mao chiamò le masse a combattere il revisionismo e ciò che considerava la nascita di una nuova borghesia all’interno dello Stato e del Partito. Milioni di giovani, operai e contadini furono mobilitati nella lotta politica contro le forze revisioniste e contro i privilegi burocratici.
Per Mao, la rivoluzione non poteva considerarsi conclusa con la conquista del potere politico: occorreva continuare la lotta di classe anche nella società socialista, impedendo alla borghesia di tornare al potere.
Grande fu anche la battaglia internazionale di Mao contro il revisionismo moderno. La polemica con la direzione sovietica portò alla denuncia di quella che Mao considerava la trasformazione dell’URSS in una potenza socialimperialista, cioè socialista a parole ma imperialista nella sostanza. Questa battaglia ebbe un'importanza enorme nel movimento comunista internazionale e contribuì alla formazione di nuovi partiti e organizzazioni marxiste-leniniste nel mondo.
A cinquant’anni dalla sua scomparsa, l’esperienza di Mao continua quindi a essere oggetto di studio, discussione e confronto tra i comunisti.
Ricordare Mao non significa ignorare gli errori. Significa studiare complessivamente la sua esperienza, comprenderne le conquiste, gli insegnamenti, e trarre da essa lezioni per la lotta rivoluzionaria del presente.
Grazie, Maestro Mao!
Viva il marxismo-leninismo-pensiero di Mao!
Viva la Rivoluzione cinese!
Viva il socialismo!
Viva il PMLI!
 
Anna e Maria Sciacca - Cuneo
Cari compagni e compagne,
ci teniamo molto ad inviare questo nostro messaggio in occasione della Commemorazione "50 anni con Mao per il socialismo " dove parlerà il compagno Mino Pasca. Saremo presenti idealmente.
Compagni e compagne, ricordiamo chi ha lottato prima di noi, i loro sacrifici e le loro conquiste, così possiamo rinnovare e rafforzare l'ideale che ci unisce.
Mao aveva scritto in "Ritorno al monte Jinggang": “Possiamo tornare gioiosi a ridere e a cantare, non c'è niente di impossibile al mondo per chi osa scalare le vette più alte" .
Un saluto a tutti Voi, Compagne e Compagni, avanti con forza rivoluzionaria, per un mondo libero e giusto.
 
Frediano – Provincia di Fermo
Il PMLI è il partito che più di tutti è riuscito a individuare nel Maoismo il massimo sviluppo della teoria marxista. Commemorarlo è un'azione che definisce il PMLI per quello che è: una forza autenticamente socialista.
 
Giancarlo - Padova
Cari compagni del PMLI, sono Giancarlo di Padova e vorrei inviarvi un saluto per la commemorazione di Mao che quest’anno cade nel 50° anniversario della scomparsa, cioè mezzo secolo. Mao è un leader ancora attualissimo essendo stato un autentico bastione contro il revisionismo moderno. Quando morì, lo ricordo ancora, vedendo la televisione in bianco e nero, ho visto i contadini cinesi, soprattutto gli anziani, piangere.
Per l’occasione ho fatto una donazione grossa di 250 euro, come l’avevo fatta qualche anno fa dopo che lessi che il PMLI aveva uno sbilancio attivo di 250 euro, vi donai appunto 250 euro e poi telefonai al centralino del PMLI per sapere se vi era arrivata, mi rispose Federico che mi elogiò.
Viva Mao! Viva il PMLI!
Saluti marxisti-leninisti-maoisti.
Per il socialismo.
 
Giuliano Congi - Roma
Al PMLI per il 50° della morte di Mao.
A cinquant’anni dalla sua scomparsa, Mao Zedong rimane una delle figure più imponenti e trasformative del Novecento. La sua vicenda politica si intreccia con la rinascita di una Cina che, dopo decenni di guerre, invasioni, profonde divisioni e umiliazioni, cercava una nuova identità e un nuovo posto nel mondo. Tra gli aspetti più innovativi della sua opera vi fu la capacità di elaborare una forma di rivoluzione fondata sul ruolo delle masse contadine, adattando idee nate in contesti industriali alle particolari condizioni della società cinese. La mobilitazione popolare, la valorizzazione dell'istruzione e l'ambizione di costruire una società radicalmente nuova furono elementi centrali della sua visione politica. Mao rappresentò soprattutto la volontà di restituire dignità e sovranità a un Paese a lungo sottoposto a ingerenze straniere. La fondazione della Repubblica Popolare nel 1949 segnò una cesura storica e trasformò profondamente le strutture dello Stato e della società. La sua figura divenne così il simbolo di una Cina orgogliosa, indipendente e determinata a costruire autonomamente il proprio futuro. A cinquant'anni dalla sua morte, ricordare Mao significa dunque confrontarsi con una personalità che aspirò a trasformare radicalmente il destino di un'intera nazione. La sua impronta sulla Cina contemporanea e sulla storia mondiale resta innegabile: quella di un rivoluzionario che volle immaginare un ordine nuovo e che, nel perseguirlo, lasciò un'eredità destinata a essere seguita ancora oggi. La Cina moderna deve parte del proprio sviluppo anche alle trasformazioni avviate sotto la sua leadership: la rivoluzione contribuì infatti a consolidare l'unità nazionale, rafforzare le istituzioni dello Stato e creare alcune delle condizioni sulle quali, negli anni successivi, il Paese avrebbe costruito la propria straordinaria crescita economica e il proprio ruolo di potenza mondiale.
“Il potere politico nasce dalla canna del fucile” .
“Una rivoluzione non è un pranzo di gala” .
“Lasciate che sboccino cento fiori, lasciate che cento scuole di pensiero gareggino” .
In memoria di Mao Zedong.
 
Francesco – Fano (Pesaro e Urbino)
Un caro saluto a tutti i compagni e le compagne presenti alla commemorazione di Mao.
Come affermava Mao: La via è tortuosa, l'avvenire è radioso!
Avanti con forza e fiducia verso il socialismo!
Saluti marxisti-leninisti!
 
Mario Eustachio De Bellis – Roma
Sostengo la commemorazione di Mao di domenica 13 settembre 2026 al Palazzo dei Congressi di Firenze.
Mao è stato un grande dirigente del Partito Comunista marxista leninista in Cina ma ha insegnato molto in Italia e in tutto il mondo.
Il suo ricordo è importante ancora oggi attraverso le sue opere e il suo esempio.
Saluti comunisti.
 
Gianni – Borgo San Lorenzo (Firenze)
Buongiorno compagni e compagne, buon Anniversario del nostro Mao. Speriamo si risvegli l'Italia. Ieri ho visto il sindaco della mia città (espressione dell'area civica a sinistra del PD) e gli ho detto: è ora di comandare noi, è ora di cantare “Bella Ciao!” e “Bandiera rossa”.
 
Enrico Giani – Provincia di Salerno
Care compagne e compagni,
vi auguro che l'annuale commemorazione di Mao sia proficua, stimolante e coronata da successo.
Del grande timoniere vorrei ricordare tre aspetti della sua vita e della sua opera:
1) Il talento che aveva di analizzare ogni fase storica dal punto di vista della lotta di classe, ossia identificando il nemico principale, i nemici secondari, gli alleati e le forze intermedie da conquistare.
Egli dedicava la massima attenzione ad inquadrare correttamente la fase storica, sia dal punto di vista interno che internazionale, ben cosciente del fatto che sbagliare nell'identificare il nemico principale da combattere o i "passaggi di fase" significava condurre il proletariato ed il popolo cinese ad un sicuro fallimento.
Seguendo questo insegnamento personalmente ritengo che oggi in l'Italia ci troviamo sotto la dittatura neofascista e mafiosa della parte più reazionaria e sciovinista della classe dominante borghese, la quale quindi andrebbe identificata, insieme alle sue articolazioni concrete ed ai suoi collegamenti internazionali, come il nemico principale da abbattere.
2) La sincerità nell'ammettere l'errore, nella piena consapevolezza che l'analisi della sconfitta è la madre del successo e che "sbagliando si impara". A questo proposito, cioè dell'importanza pedagogica dell'autocritica marxista-leninista vorrei ricordare i seguenti capolavori: "Sui dieci grandi rapporti"; "Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo"; "Sull'esperienza storica della dittatura del proletariato" ed "Ancora sulla esperienza storica della dittatura del proletariato"; "Sulla pratica"; Sulla contraddizione"; "Sull'analisi delle classi in Cina".
3) L'intelligenza nel promuovere la medicina integrata in Cina.
Mao infatti fu il promotore del recupero e dello sviluppo della Medicina tradizionale cinese (MTC) che l'imperialismo occidentale aveva messo al bando durante il periodo coloniale.
A questo scopo, fin dal Grande balzo in avanti, inviò nelle zone rurali più povere i cosiddetti "medici scalzi" che andarono ad imparare dalle contadine (e dai contadini) le antiche conoscenze relative alla diagnosi ed alla cura delle principali patologie tramandate di generazione in generazione. In questo periodo, grazie ai suoi saggi consigli, i medici scalzi approfondirono le conoscenze relative a due nuove discipline allora in fase embrionale ed oggi in tumultuoso sviluppo, la cranio-agopuntura e l'agopuntura auricolare.
Quindi promosse le Comuni popolari alle quali venne affidato il controllo "dal basso" del sistema sanitario nazionale. Ciò determinò la nascita di migliaia di centri medici dove si praticava e si insegnava la medicina integrata tra medicina cinese (depurata) delle sue influenze confuciane e della medicina occidentale (depurata delle sue influenze meccanicistiche e disumanizzanti).
 
Enzo Palai – Palaia (Pisa)
Grande Mao. Ha cambiato la storia dell’umanità contro i soprusi del capitalismo criminale.
 
Vittorio Valenti – Padova
Mao ha portato la Cina all'essere prima potenza mondiale in tutti i settori. Il resto sono solo discorsi cari ragazzi. Mao ha dato un piatto di riso a tutti, pochi lussi ma tutti all’università gratuitamente. Non come da noi che parti con l’asilo da 400 a 800 euro al mese.
 
Vagero – Viareggio (Lucca)
I nemici che ha avuto Mao, nemmeno Stalin e il Che li hanno avuti!
 

16 settembre 2026