Grave attentato alla libertà politica degli antifascisti
Gli Usa chiudono la piattaforma Autistici/Inventati accusata di terrorismo
Meloni, Mussolini in gonnella, deve proteggere i diritti costituzionali del provider indipendente italiano
Presidi di protesta a Roma e Firenze

Il vertice mondiale contro il “risorgente terrorismo politico” di sinistra, convocato dal segretario di Stato fascista Marco Rubio lo scorso 16 luglio a Washington (vedasi “Il Bolscevico” n. 29 del 30 luglio 2026), sta già producendo gravi conseguenze anche in Italia: il 26 agosto, ai sensi dell'ordine esecutivo 13224 emanato dopo l'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre 2001, il Dipartimento di Stato Usa e quello del Tesoro hanno iscritto il collettivo italiano Autistici/inventati (A/I) nella lista dei soggetti “Specially designated global terrorist”, ossia sottoposti a sanzioni in quanto accusati di terrorismo internazionale. Ciò rappresenta un grave attentato alla libertà politica di tutte le antifasciste e gli antifascisti che noi marxisti-leninisti condanniamo fermamente, come ha denunciato con forza il Portavoce nazionale e futuro Segretario generale del PMLI, compagno Mino Pasca, nel recente discorso di commemorazione tenuto a nome del Comitato centrale per il 50° Anniversario della scomparsa di Mao.
Autistici/Inventati è infatti un provider indipendente che da 25 anni fornisce servizi di hosting gratuiti e nel rispetto della privacy e della sicurezza - come indirizzi email, siti Internet, blog ecc. - a persone, associazioni, movimenti, radio e organizzazioni anticapitalisti, anticolonialisti e antifascisti in tutto il mondo, e adesso è accusato dal governo americano, senza neanche l'obbligo di dover precisare in base a quali prove, di fornire coi loro servizi digitali “supporto materiale” ad alcuni movimenti e gruppi “antifa” basati negli Usa. Quelli facenti parte cioè della galassia genericamente di sinistra, antifascista, filopalestinese e anti-ICE, già equiparati a movimenti terroristi e messi fuori legge da Trump con un ordine esecutivo del settembre 2025.

La pervasività della macchina delle sanzioni Usa
Con l'inserimento nella lista dei soggetti sanzionati dall'Ufficio di controllo dei beni stranieri del dipartimento di Stato (Ofac), che comporta la possibilità di sanzioni secondarie da parte del governo Usa anche per persone e istituti che abbiano relazioni e transazioni con essi, si è messa immediatamente in moto anche per A/I l'efficiente e spietata macchina che ha già decretato la “morte civile” della Relatrice speciale dell'Onu Francesca Albanese, per le sue denunce del genocidio del popolo palestinese, e dei giudici della Corte penale internazionale colpevoli di aver accusato il boia Netanyahu di crimini di guerra: due giorni dopo l'iscrizione, infatti, per prima Paypal ha bloccato il conto che raccoglie le donazioni ad A/I, e subito dopo il PIR (Public Interest Registry), l'organismo basato negli Usa che gestisce i domini “.org”, ha oscurato il sito di Autistici. A stretto giro, il 1° settembre, anche Banca Etica ha sospeso il conto corrente contenente alcune decine di migliaia di euro del collettivo, ufficialmente per “tutelare gli altri 130 mila correntisti”, considerato il rischio dell'esclusione della banca da tutti i servizi che fanno capo agli Usa, come i circuiti Visa, Mastercard, Nexi e le operazioni swift in dollari.
“Anche noi ci opponiamo alle sanzioni Usa contro Autistici/Inventati ma non potevamo fare altrimenti”, si è giustificato il suo presidente Aldo Soldi, in un'intervista a “Il Manifesto”: “Il fatto più sconcertante – ha aggiunto - è che Banca Etica deve assumere questi provvedimenti proprio per tutelare gli altri 130mila correntisti. È una contraddizione drammatica che viviamo anche noi come gruppo dirigente dell’istituto. Ma il rischio è troppo elevato e dobbiamo mettere in sicurezza quanto è stato costruito in questi anni”. C'è da chiedersi allora che senso abbia affidarsi a Banca Etica perché al contrario delle altre sulla carta rispetta certi principi etici, se poi non può garantirli. Come era già successo a Francesca Albanese, che si era vista negare l'apertura di un conto su Banca Etica, perché anche questa banca deve comunque assoggettarsi alle regole imposte da Washington a tutto il sistema bancario e finanziario internazionale.
“Respingiamo al mittente tutte le accuse – ha scritto il collettivo A/I in un comunicato – e allo stesso tempo riaffermiamo con forza il nostro impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivisti, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente... l’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità”. Sta di fatto però che il 7 settembre il collettivo A/I ha dovuto gettare la spugna e decidere la sospensione dell'attività, non solo per il blocco economico, ma anche per non correre il rischio, tutt'altro che teorico, che le sanzioni secondarie possano abbattersi anche sui tanti che usufruiscono dei suoi servizi di provider indipendente, che finora ha ospitato 16 mila caselle mail, 20 mila blog (la maggior parte sulla piattaforma Noblogs.org), 5.500 mailing list e 1.500 siti Internet.

Il grave attacco Hacker firmato Trump
C'è forse anche un ulteriore motivo di sicurezza, alla base di questa decisione, ed è che il 28 agosto, in concomitanza con i primi effetti economici dell'iscrizione nella lista, il sito Noblogs di A/I viene preso di mira da un insidioso attacco hacker chiaramente collegato ad ambienti Maga e al governo americano, la cui firma compare sfacciatamente nel cambiamento del nome in Trumpblogs, e con lo scaricamento di migliaia di indirizzi e-mail e relative password degli utenti. Operazione rivendicata sul social X di proprietà di Elon Musk dall'utente anonimo @astrarce, che si definisce “specialista in accelerazione della deportazione”.
E quel che è peggio è che la notizia dell'attacco è rilanciata subito anche da una influencer trumpiana, tale Jennica Pounds, che su X compare come @Data Republican, che ha lavorato per il Doge di Musk al licenziamento di migliaia di dipendenti pubblici ed è ufficialmente stipendiata dal Pentagono. Costei si vanta anche di aver personalmente identificato su Noblogs “un sacco di antifascisti” e di aver passato le informazioni alle autorità, nonché di aver creato, a disposizione del governo, una mappa e un motore di ricerca per identificare tutti i gruppi “antifa” presenti sulla piattaforma autistici.org. Nello stesso giorno, ad avvalorare l'inquietante rivendicazione, c'è un articolo del “Washingtin Post” secondo cui da luglio il Pentagono avrebbe assunto come “dipendenti speciali” ed “esperti altamente qualificati” alcuni influencer conservatori, il che sembra corrispondere proprio all'identikit della Pounds.
La rivendicazione è ripostata anche da un'altra influencer molto conosciuta e potente nel mondo Maga, Katie Daviscour, che secondo il “Guardian” avrebbe avuto un'influenza importante su Trump per convincerlo a mettere gli “antifa” nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una campagna scatenata dopo l'assassinio di Charlie Kirk (i cui tutt'ora oscuri retroscena sono stati subito archiviati dall'Fbi e dalla Cia), che evidentemente è servito a preparare il terreno.

Un attentato che smaschera la “libertà” della Rete
Insomma, l'iscrizione di A/I nella lista delle organizzazioni terroristiche internazionali è tutt'altro che frutto di qualche burocrate troppo zelante o un obiettivo scelto a caso fra i tanti, ma appare piuttosto un'operazione accuratamente studiata e organizzata, i cui scopi vanno anche oltre il pur evidente intento di creare un precedente che sia di lezione a chiunque cerchi di utilizzare la Rete in maniera indipendente dalle big tech del digitale sotto il controllo del governo americano, per mettere a disposizione servizi digitali protetti a movimenti e gruppi antimperialisti, anticapitalisti e antifascisti.
La differenza la fa evidentemente il fatto che sulle piattaforme mainstream il governo imperialista Usa esercita un controllo diretto e può legalmente spiare a proprio piacimento chiunque vi sia iscritto. Mentre piattaforme come A/I nascono proprio per cercare di sfuggire a questo ferreo dominio imperialista sulla rete. “La decisione di designare il collettivo Autistici/Inventati come gruppo terroristico, utilizzando lo stesso schema applicato ad al Qaeda, è profondamente preoccupante”, ha dichiarato a “Il Fatto Quotidiano” Chip Gibbons, direttore dell’organizzazione americana Defending Rights and Dissent. E ciò “avrà ovviamente un effetto agghiacciante su quelli che creano strumenti digitali per la partecipazione politica”.
Questo grave attentato alla libertà politica degli antimperialisti e antifascisti è la più lampante conferma, semmai ce ne fosse ancora bisogno, della falsità delle illusioni seminate ad arte per decenni dalla borghesia e dall'imperialismo sulle pretese “democrazia” e “libertà” per tutti offerte dalla rete, almeno nei Paesi capitalisti occidentali, sostenute in particolare nella sua fase ascendente dal Movimento 5 stelle di Grillo e Casaleggio. Illusioni che il PMLI ha denunciato e smascherato fin dalla comparsa di Internet, e in maniera definitiva con il discorso del compagno Pasca dal titolo “Mao la propaganda e il lavoro giornalistico”, tenuto a nome del CC per la 37ª Commemorazione di Mao l'8 settembre 2013 a Firenze, e pubblicato su “Il Bolscevico” n. 33/2013.
Un discorso più attuale che mai, da rileggere e studiare per capire a fondo, in particolare, l'origine e il ruolo di Internet nella società capitalista e nel quadro dell'imperialismo e l'uso corretto che ne devono fare i marxisti-leninisti nella propaganda e nella lotta di classe. In cui fra l'altro si legge: “Com’è possibile cianciare di “democrazia della Rete” quando non c’è nessun altro media marchiato da un peccato originale come quello di internet, originariamente creata nel 1958 dal Dipartimento della difesa USA in funzione antisovietica e oggi dominata da un pugno di multinazionali che non ha pari in altri comparti e settori economici?
Cresciuta tumultuosamente nei decenni successivi ad opera prevalente del governo, delle università, della tecnologia e di grandi aziende americani, che l’hanno pilotata, condizionata, controllata e spiata sistematicamente, come hanno confermato le rivelazioni dell’ex agente della Cia Snowden e ancor prima la vicenda Wikileaks, la Rete non si è certo emancipata da quel suo peccato originale: ha sì moltiplicato esponenzialmente utenti, funzionalità e opportunità nello scambio di informazioni e nelle relazioni reciproche ma al contempo ha dato a un pugno di Stati, governi e multinazionali un potere sconfinato ”.

Costringere Mussolini in gonnella a difendere i diritti di A/I
Oggi sappiamo anche che per impedire l'accesso e l'uso indipendente della rete e la diffusione della verità agli antifascisti e finanche ai semplici difensori del diritto internazionale e dei diritti umani, il dittatore fascioimperialista Trump non ha neppure bisogno di fabbricare false prove e ricorrere alle pur addomesticate e compiacenti vie giudiziarie come fu fatto per Assange, ma più sbrigativamente gli basta emettere degli ordini esecutivi di tipo amministrativo affinché il sistema finanziario internazionale basato sul dominio del dollaro faccia automaticamente il resto arrivando a paralizzare con le sue sanzioni qualsiasi individuo, gruppo o istituzione al mondo decida di voler colpire. Come quelle pesantissime che i suoi tirapiedi stanno preparando proprio in questi giorni per bloccare del tutto l'azione della Corte di giustizia internazionale.
Di fronte a questo protervo e illegale attacco ai diritti costituzionali di liberi cittadini italiani da parte di un governo straniero è dovere di Giorgia Meloni, Mussolini in gonnella, di intervenire per respingerlo al mittente e garantire al provider indipendente di riprendere la sua normale attività, tanto più da parte di una premier che si proclama “sovranista” e che recentemente si è anche vantata di non inchinarsi ai “capricci” di Trump. Invece, a tutt'oggi, non solo lei e i ministri interessati alla vicenda – quello dell'Interno Piantedosi e quello dell'Economia e finanze Giorgetti – osservano la più sprezzante indifferenza, ma in concreto Mussolini in gonnella fiancheggia pienamente l'attacco americano, dimostrando di essere comunque allineata e solidale con Trump e la sua internazionale nera.
Prova ne sia che di sottobanco ha incaricato i suoi fedeli scagnozzi Carlo Fidanza e Augusta Montaruli (rispettivamente capo delegazione di FdI al parlamento europeo e vice capogruppo di FdI alla Camera), di affondare il colpo sul collettivo con la presentazione di un esposto in procura affinché verifichi “la sussistenza di reati” a carico del provider e dei suoi fondatori: “Quantomeno sotto il profilo del favoreggiamento o di ogni altra più grave condotta”, specificano i due parlamentari neofascisti in riferimento alle accuse di terrorismo accampate dal governo americano.
In solidarietà con il collettivo sanzionato, ma anche con Francesca Albanese e la rete britannica Palestine Action, contro l'attacco illegale del governo americano e per rompere il silenzio complice del governo italiano e delle autorità europee, sono state convocate due manifestazioni a Roma e Firenze per il pomeriggio di venerdì 25 settembre, termine dato dal dipartimento di Stato del fascista Rubio a chiunque abbia a che fare con Autistici/Inventati per cessare ogni rapporto col collettivo e non incorrere nelle sanzioni. Le manifestazioni si svolgeranno rispettivamente in piazza delle Finanze, nei pressi del ministero dell'Economia, e sul lungarno Vespucci, di fronte al consolato americano.
 
23 settembre 2026