Nel Casertano, travolta dalle inchieste giudiziarie e da contraddizioni interne
Crolla la giunta di destra di Castelvolturno
Manifestazione regionale in ottobre contro il Cpr voluto dal governo Meloni

Redazione di Napoli
Il governo neofascista Meloni aveva individuato nella sua area della Piana la costruzione del primo Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) della Campania con un investimento di circa 43 milioni di euro e una capienza prevista di 120 posti come suggello della campagna antimigranti, punta di lancia dell’esecutivo di Mussolini in gonnella. E invece la giunta di destra retta dal neopodestà Pasquale Marrandino (FI) del comune di Castelvolturno, area sud di Caserta, è entrato a pieno titolo dal 24 luglio tra i comuni campani commissariati nel 2026 a seguito di inchieste giudiziarie, sebbene il commissariamento sia formalmente dovuto alle dimissioni dell’intera maggioranza e non a un decreto governativo per infiltrazioni camorristiche.
La decisione presa da Marrandino è dovuta ad una richiesta di arresto da parte del GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a seguito delle inchieste riguardanti mazzette elargite in cambio di incarichi pubblici, concentrandosi nello specifico su tre episodi, di cui il primo nel 2023 quando l’ex sindaco era solo un assessore. La vicenda riguarda un’indagine più ampia svolta dalla Procura sammaritana che ha visto indagati diversi altri personaggi legati all’amministrazione locale, tra cui Umberto Sementini, Nicola Benedetto e Giuseppe Spacone, incaricati della gestione degli appalti per i rifiuti concessi alla società Teknoservice, oltre che Giulio Natale e Nino Rao, presumibilmente coinvolti insieme allo stesso Marrandino in una vicenda di voti di scambio all’indomani delle elezioni del 2024 che lo hanno eletto sindaco, affare in cui sarebbe stato coinvolto, secondo la procura, anche l’attuale consigliere regionale Giovanni Zannini (FI), residente in Abruzzo a causa di un divieto di dimora per una precedente inchiesta.
Nell’interrogatorio fissato il 30 luglio dai pubblici ministeri, Marrandino si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre la Procura ha insistito per l’emissione di una misura di custodia cautelare in carcere, per ora non ancora emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Lo scioglimento dell’ennesima giunta comunale è un’ulteriore dimostrazione della corruzione endemica delle istituzioni locali comunali borghesi del regime neofascista, di fatto delegittimate dall’astensionismo elettorale sempre più in crescita e sorrette da voti di scambio, mazzette e appalti truccati, verificatisi stavolta in un comune storicamente luogo di degrado e abbandono, essendo l’ex località di villeggiatura caratterizzata da indigenza, microcriminalità, un’alta concentrazione camorristica e soprattutto una situazione sempre più miserevole e ai limiti per l’imponente comunità di migranti che vi risiedono.
La decisione, in combutta col governo Meloni di costruire il CPR, è stata già contestata dalle masse popolari e dai Comitati anti-CPR che hanno annunciato una grande manifestazione regionale il 24 ottobre prossimo proprio a Castelvolturno.

23 settembre 2026