In piazza solidali con Autistici/Inventati
A Roma e Firenze contro le sanzioni imperialiste firmate Trump
Lo scorso 25 settembre a Roma e a Firenze hanno manifestato complessivamente un migliaio di persone per protestare contro le sanzioni statunitensi ai danni della piattaforma Autistici/Inventati, che proprio quel giorno sono diventate pienamente operative ma che, di fatto, hanno già provocato la chiusura, almeno temporanea, del collettivo già il 6 settembre per il congelamento dei conti correnti intestati allo stesso da parte della Banca Popolare Etica, la quale non ha avuto il coraggio e la schiena diritta di violare la vigente normativa bancaria e finanziaria italiana ed europea, e che ha ipocritamente ottemperato senza battere ciglio, pur criticandola a parole, l’arbitraria e vergognosa decisione presa dal regime di Trump lo scorso 26 agosto di inserire Autistici/Inventati in una lista di terroristi. Si tratta di una decisione di stampo fascista che è venuta a seguito del vertice mondiale contro il “risorgente terrorismo politico” di sinistra, convocato dal segretario di Stato fascista Marco Rubio lo scorso 16 luglio a Washington ed è stata presa dal Dipartimento di Stato Usa e da quello del Tesoro che hanno iscritto il collettivo italiano Autistici/inventati (A/I) nella lista dei soggetti “Specially designated global terrorist”, ossia sottoposti a sanzioni in quanto accusati di terrorismo internazionale. Il che rappresenta un grave attentato alla libertà politica di tutte le antifasciste e gli antifascisti che noi marxisti-leninisti condanniamo fermamente.
Mentre il governo di Mussolini in gonnella non ha alzato un dito per difendere e salvaguardare il collettivo italiano Autistici/Inventati due manifestazioni si sono svolte quasi contemporaneamente: quella di Roma ha avuto inizio alle 17 e si è svolta in Piazza Santi Apostoli, vicino alla rappresentanza della Commissione Europea nella capitale, mentre quella di Firenze è cominciata alle 17:30 e si è svolta davanti al Consolato degli Stati Uniti al Lungarno Amerigo Vespucci.
In entrambe le manifestazioni, alle quali hanno aderito numerose sigle dell’associazionismo romano e fiorentino insieme a centri sociali, attivisti antifascisti e antimperialisti insieme a lavoratori e studenti hanno voluto protestare in piazza contro l'inaccettabile chiusura della piattaforma gridando lo slogan ‘10, 100, 1000 server autogestiti’, con l’auspicio che nuovi server autogestiti possano in qualche modo restituire la vita a un’esperienza come quella di Autistici/Inventati.
Obiettivi fondamentali delle manifestazioni sono state la richiesta di cancellazione delle sanzioni trumpiane e la cessazione delle pesantissime interferenze sui Internet da parte dello stesso, la richiesta all’Unione Europea di utilizzare una norma del 1996 (il Regolamento del Consiglio n. 2271/96) al fine di paralizzare l’arbitraria delibera statunitense, la condanna nei confronti del governo Meloni per la sua assoluta latitanza in una vicenda che ha colpito una piattaforma informatica italiana e l’invito alla Banca Popolare Etica, dove il collettivo aveva i conti, a sbloccare gli stessi e a mettere in conto la possibilità, qualora la Commissione dell’Unione Europea e il governo italiano restino latitanti e non intervengano, di violare la normativa vigente.
Il PMLI è al fianco del collettivo Autistici/Inventati e lo sostiene nella sua sacrosanta lotta per la libertà di esistere ma anche da questa vicenda rvede confermato quel che aveva denunciato già nel 2013 Giovanni Scuderi, ossia che internet fu “creata nel 1958 dal Dipartimento della difesa USA in funzione antisovietica”
ed è attualmente “dominata da un pugno di multinazionali che non ha pari in altri comparti e settori economici”
.
“Oggi sappiamo – scrivevamo sul numero scorso del Bolscevico -
che per impedire l'accesso e l'uso indipendente della rete e la diffusione della verità agli antifascisti e finanche ai semplici difensori del diritto internazionale e dei diritti umani, il dittatore fascioimperialista Trump non ha neppure bisogno di fabbricare false prove e ricorrere alle pur addomesticate e compiacenti vie giudiziarie come fu fatto per Assange, ma più sbrigativamente gli basta emettere degli ordini esecutivi di tipo amministrativo affinché il sistema finanziario internazionale basato sul dominio del dollaro faccia automaticamente il resto arrivando a paralizzare con le sue sanzioni qualsiasi individuo, gruppo o istituzione al mondo decida di voler colpire.”
30 settembre 2026