Al mattino gli studenti e il sindacato Usb, in serata Cgil, Cisl e Uil
Manifestazioni di protesta al Colosseo per la morte di Andrea Moretti
Organizzati dal sindacato Usb, Potere al Popolo, Osa e Cambiare Rotta, alcune centinaia di lavoratori e studenti sono scesi in piazza davanti al Colosseo dopo la morte di Andrea Moretti, l'operaio che era al lavoro ed è precipitato dal secondo anello dell'Anfiteatro mentre installava un impianto di illuminazione, nella notte tra il 22 e 23 settembre.
I manifestanti hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza e hanno accusato il governo Meloni di restare del tutto indifferente a questa strage di lavoratori che causa più di mille morti all'anno. Morti che passano quasi inosservate, e solo in casi particolari come questo, dove è morto un giovane di soli 22 anni che stava lavorando su uno dei monumenti più famosi del mondo, hanno una vasta eco nell'opinione pubblica.
In particolare l'Usb chiede al Ministero della cultura, che ha commissionato i lavori al Colosseo, come mai un lavoro cosi delicato sia stato fatto di notte, pur di non fermare l'afflusso, e l'acquisto dei biglietti, da parte dei turisti.
Sotto accusa anche la scelta di aver utilizzato il ricorso all'accesso ai lavori di posizionamento delle luci tramite l'utilizzo di funi (la cosiddetta "edilizia acrobatica"). “Sono state concretamente esaminate soluzioni alternative con protezioni, quali piattaforme elevabili (cestelli), ponteggi o altre attrezzature idonee, che garantiscono un livello di protezione collettiva superiore rispetto al singolo operatore appeso a una fune?” domanda Usb. Oppure, ancora una volta è stata scelta l'opzione economicamente più vantaggiosa, fregandosene del rischio che avrebbe corso il lavoratore?
In serata si è svolta un altra manifestazione, sempre davanti al Colosseo, stavolta organizzata da Cgil, Cisl e Uil, per esprimere cordoglio e rabbia per la morte di Andrea Moretti. Con un comunicato la Cgil Roma e Lazio chiede giustizia e verità per un giovane operaio di soli 22 anni “che ha perso la vita mentre lavorava nell’Anfiteatro Flavio. Di fronte all’ennesima tragedia che colpisce chi opera nella catena degli appalti pubblici, non siamo disposti ad accettare risposte di circostanza o cordogli di rito. L’umanità e la tutela della salute e della sicurezza devono venire prima di ogni logica di profitto, tempi di esecuzione e turismo”.
I sindacati sottolineano che si muore facilmente lavorando nella catena degli appalti pubblici perché il 4 novembre scorso era morto un altro operaio, travolto dal crollo parziale della Torre dei Conti, sempre a Roma, un altro appalto commissionato dal Ministero della Cultura. “La nostra mobilitazione –si legge sempre nel comunicato– non si ferma qui: continueremo a batterci per pretendere il pieno organico del ministero, controlli rigorosi su appalti e subappalti e la massima protezione per chi lavora nei cantieri del patrimonio culturale”.
30 settembre 2026