Guai giudiziari per il fascista storico coordinatore napoletano di FdI
Marco Nonno, meloniano di ferro, condannato a 5 anni e 4 mesi per devastazione
Redazione di Napoli
A diciotto anni dagli avvenimenti, il caporione fascista e coordinatore per Napoli di FdI, Marco Nonno, meloniano di ferro, già noto alle cronache per aver partecipato, tra l’altro, a diversi raduni neofascisti, in particolare nel 2011 e nel 2015, e per aver messo l’immagine di Mussolini sulla propria torta di compleanno, è stato condannato al secondo processo d’appello presso il Tribunale di Napoli a 5 anni e 4 mesi per devastazione, di fatto aggiungendo 3 anni e 4 mesi alla condanna, già definitiva e passata in giudicato, a 2 anni per resistenza a pubblico ufficiale per quanto concerne la sua partecipazione alla protesta del 2008 contro la riapertura della discarica di Pianura, disordini cui presero parte anche elementi della malavita locale appositamente assoldati per mettere a ferro e fuoco il quartiere con il pretesto della manifestazione.
Con questa sentenza Nonno decade definitivamente da qualsivoglia possibilità di tornare a ricoprire la carica di consigliere regionale, poltrona ormai da tempo nelle mire della imprenditrice nera, Lea Romano (FdI).
Fascista storico, nel 1985, a 15 anni, diventa segretario del Fronte della Gioventù (organizzazione giovanile del MSI del fucilatore di partigiani Almirante); a 22 anni vicesegretario provinciale e dirigente nazionale della stessa organizzazione. Nel 1996 venne eletto per la prima volta nel consiglio circoscrizionale del quartiere Pianura, risultando il più votato di AN, poi confermato nel 2001; nel 2006 è eletto al Consiglio comunale partenopeo
La sentenza, non ancora passata in giudicato a seguito della dichiarazione da parte dei legali di Nonno di ricorrere di nuovo in Cassazione, rappresenta l’ennesima condanna di un esponente della compagine governativa di Mussolini in gonnella, delegittimando ancora una volta le marce istituzioni borghesi del regime neofascista.
30 settembre 2026