Al 4 ottobre 74.228 morti e 175.188 palestinesi feriti
Hamas: continua il genocidio a Gaza
Così come la pulizia etnica in Cisgiordania
Un comunicato del 3 ottobre del movimento di resistenza palestinese Hamas richiamava l'attenzione sui continui attacchi alla popolazione da parte dell'esercito sionista a Gaza, nonostante il famigerato piano di pace di Trump di quasi un anno fa, non ultimo quello della mattina stessa nella città di Gaza che confermano la volontà dell'occupazione israeliana di proseguire la guerra di sterminio.
Nel comunicato rilanciato dal Centro di informazione palestinese Hamas condannava il raid avvenuto nella mattinata contro un edificio che aveva causato la morte di un uomo e quattro donne (tra cui una madre e la figlia appartenenti alla comunità cristiana) affermando che tale crimine costituisce un'ulteriore prova del fatto che tutte le componenti del popolo palestinese sono prese di mira. E chiedeva ai mediatori e all'amministrazione statunitense di assumersi le proprie responsabilità di fronte a queste gravi violazioni e di adottare posizioni che frenino le aggressioni dell'occupazione, opponendosi ai tentativi del Primo Ministro Benjamin Netanyahu di sfruttare il cessate il fuoco per continuare i massacri e aggravare la catastrofe umanitaria. Dal canto loro, la comunità internazionale e le Nazioni Unite erano invitate a agire tempestivamente per porre fine alle violazioni dei diritti dei civili palestinesi e contrastare quella che Hamas definiva una "sfida dell'occupazione alle leggi internazionali".
Il movimento invitava infine i paesi di tutto il mondo a intensificare le misure di boicottaggio contro Israele, a isolare il Paese e ad adottare i provvedimenti necessari per ritenerlo responsabile dei propri crimini.
Il Ministero della Salute palestinese a Gaza aggiornava il 4 ottobre il numero delle vittime palestinesi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco l'11 ottobre 2025, che raggiungeva 1.445 morti e gli oltre a 5.000 feriti. Il bilancio complessivo del genocidio palestinese ammonta a 74.228 morti e 175.188 feriti.
Tra queste vittime ci sono ben 21.745 bambini di età inferiore ai 18 anni morti in tre anni oltre al ferimento di quasi 46.000 bambini, 11.000 dei quali hanno subito l’amputazione di almeno un arto denunciava il Centro per la Tutela dei Diritti Umani in una nota informativa intitolata “Sterminio di una generazione” pubblicata il 3 ottobre.
Genocidio a Gaza, pulizia etnica in Cisgiordania. Nel suo intervento del 24 settembre all'Onu il criminale Netanyahu negava l'evidenza e sbeffeggiava l'aula sostenendo tra le altre che la violenza dei coloni in Cisgiordania non esiste, sono episodi compiuti da una manciata di minorenni che tirano sassi e abbattono ulivi, e non ci sono vittime, forse due o tre.
Le forze di occupazione israeliane e i coloni hanno compiuto rispettivamente 1.404 e 647 aggressioni, in totale 2.051 aggressioni contro i palestinesi, le loro terre e le loro proprietà in Cisgiordania nel solo mese di settembre denunciava in un comuncato del 2 ottobre la Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti. Nel mese sono tre i giovani palestinesi uccisi dai coloni per un totale di 28 dall'inizio dell'anno.
Solo un ultimo dato: nei primi 9 mesi dell'anno almeno 38 bambini palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nella Cisgiordania occupata, in media, ciò equivale a più di un bambino palestinese ucciso a settimana rendendo quest'anno il più letale da quando sono iniziate le rilevazioni. Fonte: Save the Children, rapporto del 18 settembre 2023. Chiara la responsabilità del sesto governo del criminale Netanyahu nei suoi primi nove mesi di vita essendo entrato in carica il 29 dicembre 2022 e prima ancora dell'inzio palese della politica genocida del suo governo dopo il 7 ottobre di quell'anno.
7 ottobre 2026