Studiare e applicare integralmente e con determinazione le quattro indicazioni di Scuderi per radicare il PMLI

Nel saluto che il Segretario generale del PMLI e Maestro Giovanni Scuderi ha rivolto in data 11 settembre 2004 alla 7ª Sessione plenaria del 4° Ufficio politico del PMLI allargata alle Commissioni per il lavoro di organizzazione e di stampa e propaganda del CC del PMLI, ha lanciato quattro fondamentali indicazioni per radicare il PMLI.
Le pubblichiamo qui di seguito ritenendole assolutamente necessarie e attuali per il successo di tale lavoro.
Esse sono una splendida sintesi dell'esperienza del Partito che comprende, ovviamente, il notevole contributo delle istanze intermedie e di base del PMLI.
Ogni membro del Partito e ogni istanza di base e intermedia dovrebbe studiare attentamente le quattro indicazioni e interrogarsi, punto per punto, se le sta attuando regolarmente, ed eventualmente prendere immediatamente delle misure per fare un lavoro coerente con le indicazioni del compagno Scuderi.
Valutando il lavoro giornalistico svolto, o non svolto, non ci sembra che tutto le istanze intermedie e di base siano in regola, alcune non lavorano a un livello sufficiente. Questa situazione andrebbe superata rapidamente per il bene delle masse e per non ritardare il raggiungimento dell'obiettivo strategico di dare al Partito un corpo da Gigante rosso.
Ne ha parlato anche il futuro Segretario generale del PMLI compagno Mino Pasca il quale nel discorso pronunciato alla Commemorazione di Mao a nome del CC del PMLI, che il compagno Scuderi ha definito “un prezioso manuale marxista-leninista”, ha affermato quanto segue: Il tema del Gigante Rosso “è stato approfondito e discusso nella 6ª e 7ª Sessione plenaria del 5° CC del PMLI svoltesi rispettivamente nel 2018 e nel 2024, ed esaminato in ogni suo aspetto non solo dal punto di vista della linea generale ma avvalendoci del bilancio delle esperienze maturate da alcune istanze di base nel lavoro di massa e di fronte unito. I due Rapporti pronunciati dal compagno Scuderi in quelle Sessioni non devono rimanere sepolti nella pagine del Bolscevico o relegati muti nell'archivio delle nostre pubblicazioni. Rileggiamoli, studiamoli e discutiamoli collettivamente e ne trarremo indicazioni preziose per migliorare la qualità e l'efficacia del nostro lavoro politico e per correggerne difetti, limiti ed errori. Come si scala la vetta della montagna un tornante dopo l'altro, così avanziamo verso l'obiettivo strategico a medio termine di un PMLI Gigante Rosso sia nella testa sia nel corpo lasciando uno dopo l'altro dietro le nostre spalle quei difetti e quegli errori che ci limitano nella nostra Lunga Marcia”.
 
Nel lavoro di radicamento, specialmente a livello locale, dobbiamo aver ben chiaro in testa, e agire di conseguenza, che fare bene questo lavoro significa in primo luogo che gli operai, i lavoratori, i disoccupati, i pensionati e gli studenti marxisti-leninisti diventino rispettivamente dei leader nelle fabbriche e in ogni luogo di lavoro, nei sindacati anche se non svolgono un ruolo di sindacalisti, nei movimenti dei disoccupati, nelle scuole e nelle università.
Significa in secondo luogo che le Cellule, le istanze intermedie e i Responsabili regionali si occupino dei problemi del proprio ambiente di lavoro, di studio e di vita e propongano delle soluzioni concrete per risolverli.
Significa in terzo luogo che dette istanze e i singoli militanti del Partito conoscano a fondo i problemi delle masse e quelli politici ed economici del proprio ambiente di lavoro, di studio, quartiere, città, provincia e regione.
Dobbiamo fare delle analisi fondate sui fatti e sulla realtà concreta, non sui nostri desideri. Sempre veritiere, non forzate, accomodate e abbellite quando la realtà non corrisponde a quello che avremmo sperato. Qualunque sia la realtà - che ci piaccia o no, che sia favorevole o sfavorevole al Partito -, dobbiamo saperla interpretare correttamente sulla base del materialismo storico e del materialismo dialettico e della linea del Partito. L'esempio e il modello sono costituiti dai tre editoriali de "Il Bolscevico" scritti dalla compagna Martenghi sui risultati elettorali delle recenti elezioni europee, amministrative e della Sardegna.
Non si possono difendere gli interessi delle masse, smascherare e combattere i padroni e i governanti borghesi, fare politica rivoluzionaria e radicare il Partito e se stessi nel proprio ambiente se non si conosce in maniera approfondita quest'ambiente. La conoscenza approfondita della realtà in cui siamo presenti e operiamo è divenuta la questione più urgente, più importante e ineludibile per il nostro radicamento.
Su certi temi, quali per esempio l'ambientalismo e l'urbanistica, non siamo attualmente in grado, in generale, di fare da soli. Ci mancano i relativi specialisti rossi. Bisogna allora utilizzare il lavoro degli specialisti bianchi riformisti rielaborando i loro lavori, non copiandoli perciò meccanicamente. La conoscenza della realtà comunque non è sufficiente, va interpretata, valutata e utilizzata su un piano di classe, conformemente al marxismo-leninismo-pensiero di Mao e alla linea del PMLI.
Il lavoro di radicamento significa in quarto luogo lavorare per unire, guidare e mobilitare le masse sulla base delle loro rivendicazioni e dei problemi del momento attraverso le organizzazioni e i movimenti di massa da noi o da altri promossi, dentro e fuori i luoghi di lavoro e di studio, nei quartieri, nelle città, nelle province e regioni e a livello nazionale. In questo lavoro abbiamo una potente arma da utilizzare, che è il Programma d'azione del Partito.
In tutti gli ambienti in cui siamo presenti, noi dobbiamo rappresentare la vera opposizione di classe ai padroni, ai governi nazionale, comunali, provinciali e regionali, alle direzioni delle scuole e delle università, e così via.
In questo quadro occorre portare la lotta alle giunte comunali, provinciali e regionali allo stesso livello di quella che conduciamo contro il governo del neoduce Berlusconi. Attualmente è quasi impossibile per diversi motivi, il primo dei quali è la mancanza di forze locali sufficienti, eppure è questa la strada da perseguire.
Nel lavoro di radicamento è fondamentale saper individuare il nemico politico principale della propria città, che è rappresentato dalla giunta locale, della propria scuola o università, che è rappresentato dal preside e dal rettore, l'avversario principale e la contraddizione principale che esistono all'interno dei movimenti di massa di cui facciamo parte. Solo così, infatti, possiamo stabilire delle giuste strategie e tattiche per isolare il nemico principale o l'avversario principale, unire tutte le forze che vi si oppongono, a cominciare da quelle della sinistra dei movimenti, neutralizzare le forze intermedie e stabilire un corretto programma di lavoro. Il lavoro di radicamento è sostanzialmente il lavoro di massa, che va fatto basandosi sulla parola d'ordine "Studiare, concentrarsi sulle priorità, radicarsi; radicarsi, concentrarsi sulle priorità, studiare".
Tutti dobbiamo studiare, chi ne sa di più e chi ne sa di meno, e fino all'ultimo giorno della nostra vita. Soprattutto devono studiare le compagne e i compagni operai poiché essi devono costituire la testa e l'ossatura portante del PMLI. Ovviamente non va fatto uno studio libresco e astratto, ma uno studio legato all'attualità, ai problemi concreti da risolvere e al fronte di lavoro in cui siamo impegnati. Come dice Mao occorre essere "'insaziabili nell'imparare' per quello che ci riguarda personalmente. 'Instancabili nell'insegnare' per quello che riguarda gli altri". (Da "Il ruolo del Partito comunista cinese", ottobre 1938, opere scelte, Edizioni in lingue estere - Pechino, vol. 2°, pag. 219).
Avere una corretta concezione del Partito e della linea di massa e una conoscenza adeguata del proprio ambiente costituiscono la chiave del successo del radicamento del PMLI.
 
7 ottobre 2026