Intervento molto applaudito al Direttivo provinciale di Firenze della FISAC CGIL
Chiavacci attacca il governo neofascista Meloni e sollecita la Cgil a impegnarsi per buttarlo giù dalla piazza, senza confidare nelle elezioni politiche
Il capitalismo e l'imperialismo rimangono l’unica origine di tutti i mali sociali

Lunedì 12 ottobre, presso la Camera del Lavoro di Firenze, si è tenuta l'Assemblea provinciale della FISAC CGIL alla presenza della segretaria nazionale di categoria e del Responsabile Organizzativo della Camera del Lavoro stessa.
Nell'ambito della discussione della relazione introduttiva che ha toccato alcuni temi generali fra i quali l'Intelligenza Artificiale (IA) e il suo impatto nel lavoro, ed altri specifici del settore bancario ed assicurativo, è intervenuto anche il compagno Enrico Chiavacci, RSA della FISAC CGIL della BCC di Pontassieve, Coordinatore Regionale per le BCC e membro del Coordinamento Nazionale FISAC del Credito Cooperativo e dell'Assemblea Generale Nazionale di categoria.
Nel suo intervento Chiavacci fra le altre cose ha posto alcune interessanti riflessioni sul ruolo dell'IA nel sistema capitalistico, sulla mancata partecipazione della CGIL alle manifestazioni che il 10 ottobre scorso hanno solidarizzato con la Resistenza palestinese in oltre cinquanta piazze d'Italia, ed infine mostrando ai delegati quali sono stati gli effetti pratici conseguenti al non aver affondato il colpo per far cadere il governo neofascista Meloni rimandando tutto alle elezioni politiche del 2027.
Un intervento apprezzato, molto applaudito e rilanciato in alcuni suoi contenuti anche degli interventi dei delegati e delle delegate che l'hanno seguito e che qui sotto proponiamo.
 
Sull’Intelligenza artificiale: personalmente non sono pregiudizialmente contrario a questo sviluppo tecnologico che potrebbe rappresentare una risorsa positiva e progressista se fosse gestito in un altro sistema economico e con tutt’altre finalità e metodi.
Qui però non dovrebbe sfuggire a nessuno che ogni nuova scoperta scientifica o innovazione scientifica applicata alla produzione in un qualsiasi regime capitalistico ha sostituito le macchine al lavoro umano e si è tradotta sempre in maggiore sfruttamento per chi lavora, in disoccupazione e povertà per gli esclusi, in una logica che risponde unicamente alla necessità di massimizzare il profitto.
Oggi poi c’è un altro aspetto da considerare, e cioè che i rapporti di produzione privati si sono incredibilmente centralizzati nelle mani di pochissime multinazionali che, insieme ai rispettivi governi, sviluppano e indirizzano senza limiti e controlli di alcun genere questa potentissima tecnologia che condiziona ogni settore economico e ha ricadute devastanti sull'intera società. Così da un lato abbiamo i vari Google, Amazon, ecc., controllate dal governo Usa, e dall’altro lato, DeepSeek e Alibaba orientate direttamente da quello cinese.
Ed infatti, come su tutto il resto (riarmo, Artico, ecc.) anche sul terreno dell'IA l'imperialismo americano e il socialimperialismo cinese si fanno una guerra senza esclusioni di colpi. Ha detto Trump che lì si gioca “il dominio mondiale” in tutto e per tutto.
Vorrei ricordare che prima di giungere sui nostri smartphone, l’IA è stata usata massicciamente in tutto il mondo per sorvegliare e controllare la forza-lavoro, gli oppositori dei vari governi, ed intere popolazioni. Un'opportunità per una schedatura di massa che non si è lasciato sfuggire neppure il governo Meloni col DDL “Sorveglianza” di giugno che permette alla polizia, anche senza mandato o autorizzazione della magistratura, di ricorrere preventivamente all'IA per i riconoscimenti facciali nei cortei e nelle manifestazioni, e per profilare, sorvegliare, tracciare, fermare, reprimere e incarcerare quegli oppositori considerati “pericolosi”.
Nel 2002 uscì un film, “Minority Report” con Tom Cruise (così capirete che non guardo solo Eisenstein) nel quale in estrema sintesi la polizia impediva “i delitti” prima che avvenissero. Venticinque anni dopo è legge la punibilità non solo del fatto sul quale dovremmo discutere, ma anche della presupposta intenzione di compierlo.
Un’anteprima di questo uso l'hanno fornita le 3.300 identificazioni, i rastrellamenti, la caccia all'uomo e gli arresti scatenati recentemente contro i NoTav, il cui unico delitto è quello di non disarmare la loro resistenza popolare che va avanti da trent'anni.
Durante la terza rivoluzione industriale iniziata negli anni Cinquanta, anche il PCI fu criticato da sinistra perché sosteneva che l'automazione elettronica avrebbe ridotto unicamente o prevalentemente il numero degli operai (e quindi del lavoro manuale) lasciando inalterato o addirittura accrescendo in valore assoluto l'occupazione tra i tecnici e nel terziario.
Oggi infatti il generalizzato aumento del precariato e della disoccupazione sta preoccupando ancor di più impiegati come noi, così come giornalisti, insegnanti, liberi professionisti, ecc.
Ecco, io credo che dovremmo concentrarci su questo scenario nel medio-breve periodo, perché siamo distratti e già in ritardo.
Come FISAC, ad esempio, per adesso riusciamo a gestire (per lo meno nel Credito Cooperativo) gli esodi dei Fondi con ricambio generazionale 1 a 1, ma non interveniamo sui pensionamenti “naturali”. Dovremmo invece iniziare a considerare come “licenziamenti” anche il saldo occupazionale del settore, uscite-entrate, in particolare in mancanza di riduzioni d'orario a 35 ore, che mi pare sia già in picchiata. Assunzioni che spesso sono precarie, è questo è un altro tema altrettanto importante.
Non vorrei essere frainteso; invocare la regolamentazione dell'IA è lodevole, ma dovremmo o no porci in maniera più chiara una questione ancora più importante, è cioè chi controlla il capitalismo (non mi pare ci sia un controllo popolare!), e soprattutto se è un sistema che possiamo ancora tollerare nonostante tutti gli sfaceli che compie.
Per fortuna, e chiudo con l’IA, non esiste un algoritmo capace di cancellare le classi e i conflitti di classe, nonostante noi a volte fingiamo di non vederli, e come ben presto è tramontata l'illusione che Internet e la rivoluzione digitale sarebbero stati un'oasi e una leva di democratizzazione e di progresso sociale, così oggi la diffusione dell'Intelligenza artificiale non porterà benessere e miglioramenti per i lavoratori e le masse popolari, ma finirà per scatenare nuove tempeste di classe contro il capitalismo e l'imperialismo, che rimangono per me l’unica origine di tutti i mali sociali.
Speriamo che la CGIL diventi capace di svolgere al meglio il proprio ruolo perché più di adesso, nel prossimo futuro serviranno meno parole e più fatti concreti.
Sullo sciopero generale regionale con manifestazione a Massa: bene la mobilitazione. Argomento fondamentale. Cerchiamo di partecipare. Segnale importante.
Aggiornamento sul CCNL Federcasse: il 5 ottobre sono finite le assemblee in Toscana con una partecipazione media del 57% circa. Ad eccezione di quella regionale rivolta ai part-time (35%) abbiamo avuto partecipazioni che vanno dall’88% di Pontassieve al 53% di Banca Centro. Banche con dimensioni radicalmente diverse, fattore che aiuta tendenzialmente il “piccolo” rispetto al “grande” e dispersivo. In ogni caso ovunque sopra il 50%. Un miraggio per le consultazioni elettorali!
Abbiamo registrato il 99,88% di Sì ad una piattaforma ampia, ma con alcuni capisaldi importanti che sono i 518 euro, la richiesta di 35 ore settimanali ed una impostazione strategica negli anni in termini di profili professionali, diritti e Welfare.
Ora massimo impegno nella trattativa affinché questa espressione di volontà non venga annacquata. Ovviamente le vicende in ABI ci condizioneranno, speriamo in bene.
Contemporaneamente ci sono stati i primi contatti per il rinnovo del CIG del gruppo ICCREA ma siamo alle prime battute; sullo sfondo rimane la tenuta delle proiezioni degli ex CSLL che di fatto, al netto di 4 punti, regolano ancora i rapporti.
 
Sulla manifestazione del 10 ottobre a Firenze a sostegno del popolo palestinese: la CGIL è mancata in quella piazza. Io l'ho detto più volte e sono sempre più convinto che sia così.
Sulla questione palestinese (e quindi sul tema dell’imperialismo e del colonialismo di stampo nazista) bisogna essere più chiari e prendere una posizione limpida.
Il 10 ottobre a Firenze come nelle restanti città d'Italia non c’erano criminali in piazza, ma studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici antifascisti ed antisionisti (e bene ha fatto la CGIL ad esprimersi sulla legge cosiddetta “antisemitismo”).
Come può la CGIL disertare queste piazze? Certo, può andarci con le proprie parole d'ordine ma deve andarci, altrimenti si allontanerà sempre di più dalle masse popolari, in particolare da quelle più avanzate ed attive, come infatti sta avvenendo.
In particolare sul genocidio palestinese, direi che dovremmo accantonare i tatticismi e schierarsi definitivamente per la libertà del popolo palestinese attraverso, mio parere, la costituzione di uno Stato arabo-giudaico e due popoli.
Se in Italia non c'è, come sempre diciamo, spazio per il fascismo, in Medio Oriente non può esserci spazio per il sionismo perché fa parte dello stesso virus.
 
Sulla manifestazione di Roma e la “Via Maestra”, pongo una domanda: oggi, dopo la politica interna repressiva contro ogni forma di dissenso, razzista (ultimo esempio le scuole), di revisione del fascismo storico, di annientamento del ruolo del parlamento, ecc., fino alla nuova legge elettorale truffa, siamo sempre sicuri che il rispetto oltranzista ed esclusivo delle prassi istituzionali democratico-borghesi per le quali stiamo continuando a far governare un esecutivo neofascista che si sta blindando al potere con altri mezzi ma con la stessa sostanza di quello di Mussolini, è stato giusto, utile e proficuo?
Non era meglio cacciarlo subito con la piazza - o per lo meno provarci da protagonisti -, magari utilizzando alcuni momenti quali le prime ondate pro-Palestina o il referendum costituzionale?
Siamo sicuri che fu giusto utilizzare la vittoria referendaria che fece tentennare il governo come “base elettorale per le politiche di fine 2027”, se nel frattempo Meloni ed i suoi camerati (perché questo sono), hanno continuato la loro opera di governo antipopolare e antidemocratico, anziché moltiplicare le mobilitazioni e cacciare Meloni subito per evidente volere popolare? Non ci abbiamo provato noi, figuriamoci l'opposizione di cartone che abbiamo.
Insomma, da anni stanno suonando decine di sveglie, ma il nostro sonno continua ad essere davvero profondo.

14 ottobre 2026