Dopo ben 19 anni quattro condanne per la “bonifica” dell'area ovest di Napoli
C’è stato disastro ambientale a Bagnoli
Ma volano solo gli stracci
Redazione di Napoli
È passato sotto silenzio l’incredibile epilogo del processo a carico degli ex papaveri di Bagnolifutura la società che doveva bonificare l’area ovest di Napoli dopo la dismissione dell’Italsider negli anni Novanta, in particolar modo la zona di Bagnoli e Coroglio, inquinate negli anni tra liquami e amianto, spesso sversati a mare.
I giudici della Corte di Appello hanno inflitto due anni e sei mesi a Gianfranco Caligiuri, già direttore tecnico della società, due anni ad Alfonso Di Nardo, in forza all’Arpac designato nel processo di riqualificazione ambientale, un anno e otto mesi a Mario Hubler, direttore generale della società partecipata; un anno e otto mesi, infine, a Giuseppe Pulli, ex dirigente del Dipartimento ambiente del Comune di Napoli. I giudici di secondo grado hanno confermato le accuse mosse nel 2007 dalla Procura di Napoli, ma hanno ridotto le pene comminate in primo grado che risultavano essere quasi il doppio rispetto allo sconto effettuato in appello. Uno sconto dovuto alla clamorosa derubricazione effettuata dai giudici dal disastro ambientale doloso alla forma più edulcorata di disastro colposo e che aveva coinvolto anche Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del ministero dell’Ambiente, condannato a due anni e deceduto nel 2021.
La tesi dell’accusa - propugnata dal pubblico ministero Stefania Buda - inchiodava il vertice di Bagnolifutura alla nefasta gestione che aveva portato al disastro colposo, aggravatosi nel tempo ai danni della bellissima distesa balneare di Coroglio. In sostanza l’inquinamento prodotto dalla più grande fabbrica presente nel napoletano non era stata smaltita dalle bonifiche dirette dalla società partecipata per risanare definitivamente l’area. Di qui anche le polemiche senza fine che hanno visto in piazza i Comitati territoriali per l’ambiente sostenuti, tra gli altri, anche dal PMLI.
Rimane sullo sfondo che sono volati solo gli stracci, se si esclude la condanna anche del vicesindaco dell’epoca, il notaio Sabatino Santangelo, condannato a tre anni, ma deceduto a 89 anni senza farsi un solo giorno di reclusione.
Per noi marxisti-leninisti rimangono le gravi responsabilità politiche, annacquate nel tempo, come se nessuno dei vertici delle giunte di “centro-sinistra” si fosse accorto dello scempio ambientale avesse pagato per quanto avvenuto nella bellissima zona costiera di Bagnoli.
21 ottobre 2026