Sassari: Denunciati le gravi e colpevoli carenze delle istituzioni scolastiche per mancanza di docenti e istituti fatiscenti e pericolanti
L'obiettivo deve essere il rovesciamento dei vecchi rapporti sociali scolastici borghesi

Dal corrispondente di Sassari de “Il Bolscevico”
Per conoscere gli interessi concreti degli studenti medi e le attuali condizioni di studio cui sono costretti nelle scuole di Sassari, il modo migliore è sentirli raccontare da loro stessi.
Durante un combattivo, a tratti ironico ma fondamentalmente arrabbiatissimo, presidio di un centinaio di studenti giovani e giovanissimi di diversi istituti, tenutosi in piazza d'Italia nella mattinata del 17 ottobre 2026, si sono susseguiti numerosi interventi riportanti esperienze personali dirette, accolti da frequenti applausi e urla di consenso dei manifestanti: chi, necessitando di un sostegno per recuperare in matematica, si è vista affibbiare un insegnante di inglese (!); chi ha dato conto di crolli e ammaloramenti di manufatti vetusti che hanno coinvolto lui stesso e in altro caso un insegnante; chi ha dovuto convivere con bruchi in aula in attesa che diventassero farfalle; chi ha trovato bagni inaccessibili per mancanza di manutenzioni ordinarie e straordinarie; chi ha lamentato la mancanza di docenti di importanti materie curriculari dopo un mese dall'inizio dell'anno scolastico; chi ha rilevato insufficienza di formazione negli insegnanti; chi ha denunciato il disinteresse di dirigenti ed insegnanti per le cause dei ritardi nel seguire il programma ed in generale il loro agnosticismo per i problemi degli studenti; chi ha attaccato il governo Meloni per non aver finanziato adeguatamente l'istruzione ma il riarmo miliardario, aver spalleggiato il genocidio palestinese e tenere il Meridione in condizione di povertà e sottosviluppo, motivi per i quali ha incitato gli studenti a partecipare alla lotta di classe a fianco del proletariato.
Nel complesso la base unificante del presidio è stata la volontà di lottare per fabbricati scolastici agibili, sicuri, moderni, per cancellare la controriforma classista Meloni-Valditara tesa a produrre sudditi, per un corpo insegnante in grado di fornire formazione culturale, contro lo sfruttamento scuola-lavoro, per una scuola al servizio degli studenti.
Ma per realizzare un tale risultato è necessario lottare per rovesciare i vecchi rapporti sociali borghesi che si riproducono nella scuola sotto forma di potere gerarchico, potere disciplinare, potere di selezione sociale, potere di giudizio, potere decisionale dei contenuti dei programmi di studio.

21 ottobre 2026