Spirano venti di una guerra imperialista mondiale
La NATO: “Se attaccati, pronti a combattere”
Cavo Dragone: “L’Alleanza è molto più forte di qualsiasi avversario”

L’Alleanza militare dell’imperialismo occidentale, la NATO, non usa mezzi termini, prevedendo per niente lontana una guerra imperialista mondiale. L’ultima occasione è stata offerta dal Warsaw Security Forum che si è tenuto il 12 e 13 ottobre nella capitale polacca dove il messaggero, il comandante supremo alleato in Europa della NATO (SACEUR), Alexus Grynkewich, generale dell’Aeronautica americana, ha affermato che "La NATO non cerca la guerra con nessuno, ma nessuno scambi il fatto che la NATO è un'alleanza difensiva come una debolezza… Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci, combatteremo. In breve - ha aggiunto Grynkewich - faremo in modo che qualsiasi attacco contro un nostro alleato si riveli del tutto vano. Continueremo ad addestrarci ogni giorno, diventando sempre più pronti, domani e nei giorni a a venire. Anche immediatamente". Grynkewich ha altresì illustrato tre fasi in caso di aggressione militare: "Bloccare l'attacco; smorzarne la forza; e solo se l'attacco non cessa, neutralizzare le forze che lo stanno sferrando".
Nello specifico "Bloccheremo l'attacco iniziale. Se l’attacco dovesse proseguire, lo smorzeremo e impediremo qualsiasi avanzata nemica. E, se necessario, spezzeremo le forze del nemico e il sistema operativo di guerra schierato contro di noi". Se l'attacco iniziale dovesse continuare, la NATO dispiegherebbe “un ventaglio più ampio di capacità per disorientare e contrastare le forze in avanzata”. Tra queste rientrerebbero sensori avanzati e sistemi autonomi, in grado di individuare e valutare le minacce con un intervento umano limitato o nullo. L'ultima fase della strategia presentata dalla NATO prenderebbe di mira non solo le truppe nemiche, ma anche i sistemi che ne permettono l’operatività. Tra questi rientrerebbero le strutture di comando, le reti di rifornimento e altre infrastrutture logistiche, utilizzando capacità come attacchi di precisione a lungo raggio e reti di sensori. L'obiettivo sarebbe quello di interrompere l'insieme delle operazioni militari dell'avversario e lasciare le sue forze incapaci di sostenere un attacco.
"Questo approccio si ispira anche alle lezioni della guerra moderna in Ucraina e in Medio Oriente", ha aggiunto Grynkewich. Secondo i suoi calcoli, “è improbabile che l’Alleanza venga colta di sorpresa. Saremo in grado di individuare un imminente attacco avendo il tempo necessario per valutarne le intenzioni e dispiegare rapidamente le forze”, grazie alle Forze di supporto rapido. Detto questo, puntualizza, l’elaborazione di strategie di guerra da parte degli eserciti NATO non significa che si stia cercando di arrivare allo scontro con la Russia. Stabilire poi “chi” manda truppe e “dove” è una “decisione politica”, ma “nessuno” dovrebbe mettere “in dubbio” l’impegno degli USA nella NATO, ha proseguito Grynkewich. “Abbiamo truppe americane qui in Polonia oggi – ha concluso -, abbiamo truppe americane schierate lungo il fianco orientale. Voglio dire, io sono qui. Sono un ufficiale americano inviato qui dal presidente Donald Trump, dopo la nomina confermata dal Senato degli Stati Uniti e la nomina al Consiglio del Nord Atlantico per l’incarico che ricopro. Tutto questo è stato voluto dal presidente Trump. È una dimostrazione di impegno verso l’alleanza. E credo che la questione non riguardi solo me. Per quanto io sia coinvolto in prima persona, c’è molto di più in gioco quando l’America assume un simile impegno”.
Approvato da tutti i 32 membri della NATO, il piano combina le capacità militari convenzionali, incluse le forze di terra e gli equipaggiamenti con tecnologie avanzate come droni, sistemi anti-drone e intelligenza artificiale.
Concetti ribaditi anche dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare dell’Alleanza atlantica, in un’intervista a “la Repubblica” del 10 ottobre. “Confermiamo come l’Alleanza disponga dell’arsenale e degli strumenti necessari per una deterrenza efficace e una risposta rapida in caso di aggressione. La nostra risposta è stata finora calma e ferma. Non cerchiamo lo scontro, perché questo non è nel Dna di una alleanza difensiva, quale è appunto la NATO. Ma nessuno deve avere dubbi: l’Alleanza è molto più forte di qualsiasi avversario”.

4 novembre 2026