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COSA SONO I CARC
I ``Comitati di appoggio alla
resistenza - per il comunismo'' (Carc), sui quali è in corso l'indagine della
magistratura, nascono a Viareggio durante un convegno tenutosi il 21-22 novembre 1992. A
promuoverli sono un coacervo di rottami politici provenienti da gruppi degli anni '70
sedicenti marxisti-leninisti, di ``autonomia operaia'', trotzkisti e operaisti, nonché di
frange e spezzoni di gruppi terroristi vecchi e nuovi. Giuseppe Maj ne diviene il
segretario nazionale.
In questi quasi sette anni di vita i Carc lavorano dentro i movimenti cosiddetti
``antagonisti'', i ``centri sociali'', sindacati non confederali, promuovono o stringono
rapporti con altri organismi sedicenti comunisti. Sono particolarmente attivi in
Lombardia, Emilia Romagna, Campania e in Toscana. In questa regione non solo sono nati ma
hanno tenuto anche un convegno nazionale a Firenze il 14 marzo 1998.
Fra gli organismi ad essi collegati ci sono i Centri di documentazione Filorosso, la casa
editrice Edizioni Rapporti Sociali, l'Associazione solidarietà proletaria (ASP), che
pubblica attualmente il ``Bollettino'', e il ``Movimento proletario anticapitalista''
(MPA) fra i cui leader si annoverano Michele Michelino (già PCI m-l/Servire il popolo) e
Alberto Pantaloni.
Tra i gruppi sedicenti comunisti legati al Carc c'è anche il cosiddetto Centro Lenin di
Catania, il cui bollettino mensile esce come supplemento di ``Nuova Unità'', nuova serie,
diretta da Carla Francone, già direttrice dello stesso foglio quand'era organo del
cosiddetto PCd'I (m-l) poi confluito nel PRC.
Alcuni membri di detto Circolo, come la Francone, lavorano ``dentro e fuori'' il partito
di Bertinotti secondo la vecchia politica opportunista dei trotzkisti.
Sono finiti sotto inchiesta della magistratura per i loro legami con i Carc anche i centri
sociali romani ``Che-ntro di Torbellamonaca'' e ``Spazio occupato Tiburtino'', nonché
l'Associazione Pietro Secchia (che sembra però si sia spostata con la cosiddetta
``Linearossa'') e la Cooperativa edile ``25 Aprile'' entrambi di Roma, il Centro di
quartiere delle Casermette di Pistoia.
Una nota a parte merita il Centro di iniziativa popolare (CIP) Alessandrino che ha sede
nella capitale. Tra i fondatori di tale centro infatti si annovera tale Alberto Luzzi,
socio della cooperativa ``Il geranio'', redattore della rivista ``Assalto al cielo''.
Luzzi è il figlio di Matilde Martucci, l'ex segretaria personale del fu direttore del
Sisde Riccardo Malpica e con lui finita nello scandalo dei fondi neri del Sisde. La
``zarina'', così era stata soprannominata la Martucci, avrebbe intestato al figlio un
appartamento in via Santa Maria Maggiore e l'agenzia di viaggio ``Scilla Travel'' (costo
350 milioni) che poi egli avrebbe gestito.
I Carc intrattengono rapporti con organizzazioni e partiti terroristi o para-terroristi e
sedicenti comunisti esteri. Fra questi la Raf tedesca, la francese Action directe, il
PCE(r) e il Grapo spagnoli.
I Carc subiscono in questi anni due scissioni. La prima nel dicembre '97 da parte di un
gruppo che darà vita all'organizzazione e all'omonima rivista ``Linearossa per la
ricostruzione del partito comunista italiano'' con sede a Viareggio e circoli locali a
Milano, Trieste, Bologna, Mantova, Carpi, Firenze, Pisa, Massa e che, secondo i Carc, si
opponeva alla ``costruzione di un'organizzazione nazionale centralizzata''. Attualmente
questa organizzazione collabora stabilmente con la sedicente ``Iniziativa comunista''.
La seconda scissione avviene il 15 maggio 1999 da parte di una minoranza della Segreteria
nazionale dei Carc e dai comitati locali di Vicenza, Padova e Foggia accusati dalla
maggioranza del Maj di ``movimentismo e tendenze anarchiche''.
Fin dal loro nascere i Carc si pongono come obiettivo strategico la ``ricostruzione del
partito comunista''. Nel corso del 1999 avviene un salto di qualità di tale strategia.
Anche se non ufficialmente, i Carc danno vita a un secondo livello che prende la
denominazione di ``Commissione preparatoria del congresso di fondazione del (nuovo)
Partito comunista italiano'' e allo scopo viene anche pubblicata una rivista clandestina
denominata ``La voce del (nuovo) Partito comunista italiano'' (primo numero del marzo
1999) dove vengono illustrati i caratteri e la natura di tale ``nuovo'' partito che si
afferma chiaramente dovrà essere un'organizzazione clandestina. Un partito che più che
al PCI si ricollega all'esperienza delle sedicenti ``Brigate rosse'' che, pur criticate in
riferimento alla costruzione del partito, vengono considerate come il ``secondo tentativo
di ricostruire il partito comunista'' (il primo sarebbe stato quello del PCd'I m-l). Il
primo numero de ``La Voce'' contiene anche un ``caloroso saluto'' ai ``rivoluzionari
prigionieri, esuli e latitanti provenienti dalle Brigate Rosse e dalle altre
Organizzazioni Comuniste Combattenti che negli anni '70 hanno preso nelle loro mani la
bandiera della lotta per il comunismo''.
I Carc nella riunione della Segreteria nazionale del 15 maggio 1999, approvano una
dichiarazione di appoggio alla ``Commissione preparatoria del congresso di fondazione del
(nuovo) Partito comunista italiano e alla diffusione della rivista La Voce'' che
considerano ``un passo avanti nella lotta per la ricostruzione del partito comunista, un
primo importante traguardo''.
Le attività e gli obiettivi dei Carc erano ben noti da anni, e almeno dal 1996 oggetto di
inchieste e denunce, ma solo l'8 ottobre scorso la magistratura ha deciso di eseguire
controlli diretti che si sono poi svolti il 19 ottobre con perquisizioni in Lazio, Emilia
Romagna, Toscana e Lombardia. Sono state così eseguiti una sessantina di controlli in
abitazioni, studi privati, uffici e centri sociali nelle città di Milano, Bologna,
Napoli, Torino, Modena, Reggio Emilia, Pistoia, Bergamo, Venezia, Firenze, Rignano
sull'Arno (Firenze) e Abbadia San Salvatore (Siena). A parte il Maj solo due nomi di
indagati sono emersi dalla stampa. Quello di Angelo Martini, il segretario milanese dei
Carc che lavora nella cooperativa di cui resta tuttora ``sindaco supplente'' il Maj, e
Venio Gorini del Carc di Abbadia San Salvatore.
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