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CHI E' GIUSEPPE MAJ
Chi è Giuseppe Maj attualmente
ricercato nell'ambito dell'inchiesta sui Carc dei quali è da sempre il ``teorico'' e
leader? è un autentico comunista? Vediamo come stanno esattamente le cose. Anche se per
quanto ci riguarda abbiamo le idee chiare da tempo e l'abbiamo anche smascherato
pubblicamente fin dal 1990 (vedi ``Il Bolscevico'' n. 34/1990) come un ben noto
provocatore trotzkista e avventuriero.
Nato a Schilpario (Bergamo) il 20 luglio 1939, Maj si è laureato in ingegneria e in
seguito è divenuto pubblicista, editore, socio della cooperativa ``La Goccia''. Tutte
attività direttamente connesse alla sua ``attività politica'' e che difficilmente gli
possono aver consentito entrate tali da giustificare le enormi spese che comportano non
solo la propria sopravvivenza, ma viaggi, incontri anche internazionali, convegni,
pubblicazioni e adesso anche la clandestinità.
Politicamente si segnala per la prima volta la sua presenza nella cosiddetta Lega della
gioventù comunista (marxista-leninista) d'Italia fondata nel novembre '64 da Arnaldo
Bressan (proveniente dal Centro Lenin di Milano), Ugo Duse (già direttore di ``Nuova
Unità'' e membro del gruppo sedicente marxista-leninista ``Viva il leninismo'' fondato
nel '62 da costui insieme a Vincenzo Calò) e altri. Tale Lega pubblica il giornale
``Gioventù rivoluzionaria''.
In seguito, nel marzo-aprile 1966, Maj segue la frazione Bressan che si stacca dalla Lega.
Tale frazione continuerà a chiamarsi Lega della gioventù comunista (marxista-leninista)
d'Italia e pubblicherà ``Gioventù marxista-leninista''. L'esperienza dura solo pochi
mesi perché il 3 luglio 1966 Maj e Bressan insieme a ``Azione comunista'' di Luciano
Raimondi, elementi provenienti da ``Nuova Unità'' e le Edizioni Oriente (dirette da
Giuseppe Regis), fondano la Federazione marxista-leninista d'Italia che pubblica
``Rivoluzione proletaria'' il cui primo numero appare nel settembre 1966. Tale Federazione
il 3 settembre 1967 si trasformerà con un congresso nella Federazione dei comunisti
marxisti-leninisti d'Italia.
Merita sottolineare che il Raimondi - ex PCI e stretto compagno del trotzkista oggi
defunto Giulio Seniga (segretario di Pietro Secchia, espulso nel '54 perché scappato
all'estero con documenti segreti e la cassa del partito, poi, tornato in Italia, schierato
con Craxi e il PSI, e già segretario nazionale dell'``Unione democratici amici di
Israele'') col quale fondò la sedicente ``Azione comunista'' - in base al dossier
Mitrokhin fu reclutato nel '70 dal Kgb in Messico, dove lavorava presso l'istituto per le
relazioni culturali tra Italia e Messico. Tornò nel nostro Paese nel '74 come funzionario
del ministero degli Esteri.
All'indomani dello scioglimento della Federazione (2 agosto 1968), il 3 agosto 1968,
proprio con il Raimondi e altri, il Maj fonda il Partito rivoluzionario marxista-leninista
d'Italia divenendone il segretario. Tale partito mantiene la testata della Federazione
``Rivoluzione proletaria'' di cui il Maj diventa il Direttore politico sostituendo l'altro
ben noto trotzkista e opportunista Aldo Serafini dal quale si era separato
precedentemente.
Anche questo ennesimo imbroglio ai danni degli autentici marxisti-leninisti e
rivoluzionari si esaurisce ben presto e il 18 gennaio 1970 il suddetto partito viene
sciolto.
Il Maj entra quindi nella cosiddetta Unione dei comunisti italiani marxisti-leninisti (UCI
m-l) di un altro noto agente provocatore trotzkista, Aldo Brandirali, ora esponente di
Forza Italia.
Ben presto Maj, che nel frattempo, il 24 novembre 1969, viene iscritto come pubblicista
dall'ordine dei giornalisti di Milano, diviene il direttore responsabile dell'organo di
stampa dell'UCI, ``Servire il popolo'', e terrà tale carica fino al luglio '71.
L'UCI m-l, che nel frattempo, nel marzo '72, si trasforma in Partito comunista italiano
marxista-leninista (PCI m-l), vivrà ancora alcuni anni fino all'espulsione nel 1976 del
suo leader Brandirali. L'ultimo numero di ``Servire il popolo'' è il 2 del 30 gennaio
1975 che lascia lo spazio al nuovo organo di stampa del PCI m-l ``La voce operaia''.
Questa testata viene ``ereditata'' dal cosiddetto Partito comunista marxista-leninista
fondato nell'estate del '77 e sciolto nel marzo 1979. Durante il movimento del '77 la
rivista diventerà attigua all'``autonomia''.
Il nome di Maj riappare ufficialmente nel 1983 come membro del ``Comitato di propaganda
comunista'' (Coproco). Nel frattempo ha anche fondato la sua casa editrice la ``Giuseppe
Maj editore''.
L'8 febbraio 1985 il Maj viene arrestato per ``Associazione sovversiva con finalità di
terrorismo'' e recluso nel carcere di Belluno per circa un anno. L'accusa è di essere un
fiancheggiatore della colonna veneta delle sedicenti ``BR'', la ``Ludmann-Alasia''.
Non è la prima volta che Maj viene arrestato era già successo nel '68 (per lesioni
personali), nel '73 (come ex direttore di ``Servire il popolo'' per diffamazione) e nel
1981 (per associazione sovversiva). Comunque ogni volta il Maj risulterà alla fine
prosciolto. Anche suo fratello Angelo Maj viene arrestato nel 1981 per tentato omicidio e
processato a Bergamo come esponente di ``Prima Linea''. Attualmente è latitante.
Nel 1986, Giuseppe Maj prova anche un approccio con l'agente dei revisionisti di Mosca
Armando Cossutta scrivendo una lettera dal carcere di Belluno alla rivista ``Orizzonti''
(quella finanziata direttamente dai revisionisti sovietici), apprezzando l'iniziativa.
Nel dicembre 1987, Maj diventa direttore responsabile del ``Bollettino del coordinamento
dei Comitati contro la repressione'', succedendo ad Alfredo Simone che si è schierato con
Curcio. Tale ``Bollettino'' di area terrorista e autonoma che pubblica numerosi documenti
di terroristi e brigatisti fuori e dentro le carceri, entra così a far parte delle
pubblicazioni della Giuseppe Maj editore, insieme alle riviste ``Solidarietà proletaria''
e ``Rapporti sociali''.
In questo stesso periodo, su iniziativa del Maj e delle sue organizzazioni, nascono in
varie città d'Italia i Centri di documentazione ``Filorosso''.
Il 21 e 22 novembre 1992, al Convegno di Viareggio, il Maj insieme a un coacervo di
rottami dei gruppi degli anni '70 sedicenti marxisti-leninisti, di ``autonomia operaia'',
trotzkisti e operaisti, nonché di frange e spezzoni di gruppi terroristi vecchi e nuovi,
dà vita ai Comitati di appoggio alla resistenza - per il comunismo (Carc) e ne diviene il
segretario nazionale.
Nel 1994 la redazione del ``Bollettino'' e la Commissione di ``Solidarietà proletaria''
si fondano in un unico organismo, l'``Associazione solidarietà proletaria'' (ASP) di cui
il ``Bollettino'' diventa organo. Maj ne è sempre il direttore fino all'ultimo numero
uscito nella primavera 1999. Lo stesso numero che annuncia il trasferimento della
``nuova'' Redazione del ``Bollettino'' da Milano a Napoli.
Nel febbraio dello stesso anno i Carc danno vita anche a un proprio organo di stampa
``Resistenza'' poi diventato mensile e diretto sempre dal Maj fino all'ultimo numero per
ora uscito il n. 9 del settembre 1999.
Maj è anche il responsabile della redazione delle Edizioni Rapporti Sociali che
gradualmente è andata a sostituirsi alla Giuseppe Maj Editore. Fra altri libri dedicati
al terrorismo, la casa editrice pubblica anche testi di Gallinari (colui che ha dato il
colpo di grazia a Moro), Seghetti, Notarnicola.
L'entrata del Maj in ``clandestinità'' per quanto si dice, almeno dal maggio scorso,
corrisponde non solo all'uccisione di D'Antona il 20 maggio 1999, ma anche al salto di
qualità dei Carc nella loro strategia per la ``ricostruzione del Partito comunista
italiano'' con l'appoggio ufficiale alla costituzione della ``Commissione preparatoria del
congresso di fondazione del (nuovo) Partito comunista italiano'' e alla nascita della
rivista ``La Voce del (nuovo) Partito comunista italiano''. Un partito che, si dichiara
ufficialmente, sarà un ``partito clandestino''.
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