Il socialismo del frate Betto e del trotzkista Bertinotti

Qui di seguito alcuni brani della introduzione di Frei Betto e Michel Löwy alla Conferenza sul tema "Principi e valori della nuova società'' del II Forum sociale mondiale di Porto Alegre svoltosi dal 31 gennaio al 5 febbraio 2002
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Quali sono i valori che ispirano questo progetto alternativo? Si tratta di valori qualitativi, etici e politici, sociali e culturali, irriducibili alla quantificazione monetaria. Valori che sono comuni alla maggior parte dei gruppi e delle reti che costituiscono il grande movimento mondiale contro la globalizzazione neoliberista.
Possiamo partire da tre grandi valori che hanno ispirato la Rivoluzione francese del 1789 e che, da allora, sono presenti in tutti i movimenti di emancipazione sociale della storia moderna: Libertà, Uguaglianza, Fraternità. Come segnala Ernst Block nel suo libro "Diritto naturale e dignità umana'' (1961), questi principi, incisi dalla classe dominante sul frontale degli edifici pubblici francesi, non sono mai stati realizzati da questa... Rientrano nella tradizione sovversiva dell'incompiuto, del non ancora esistente, delle promesse non realizzate. Possiedono una concreta carica utopica, che "va ben oltre gli orizzonti borghesi'' dell'umanità, in direzione del socialismo...
Un altro valore dopo il 1979 è inseparabile dagli altri tre: la democrazia.
Crediamo che l'espressione "civiltà solidale'' sia una sintesi appropriata di questo progetto alternativo. E questo significa non solo una struttura economica e politica radicalmente diversa, ma soprattutto una società alternativa che valorizzi gli ideali di bene comune, di interesse pubblico, di diritti universali, di gratuità.
Proponiamo di definire questa società con un termine che riassume, da circa due secoli, le aspirazioni dell'umanità a un nuovo modo di vivere, più libero, più ugualitario, più democratico e più solidale. Un termine che come tutti gli altri ("libertà'', "democrazia'', ecc.) - è stato manipolato da interessi profondamente antipopolari e autoritari, ma che non per questo ha perduto il suo valore originario ed autentico, "socialismo''... La civiltà della solidarietà è una civiltà socialista.
Per concludere: un altro mondo è possibile, un mondo basato su altri valori, radicalmente antagonisti rispetto a quelli oggi dominanti. Ma non possiamo ignorare che il futuro sta già cominciando: questi valori sono già prefigurati nelle iniziative che oggi orientano il nostro movimento...
Il futuro comincia qui ed ora, nei semi di una nuova civiltà che stiamo radicando con la nostra lotta e con il nostro tentativo di costruire uomini e donne nuovi, a partire dai valori soggettivi ed etici che assumiamo nelle nostre vite di militanti.